Martedì 11 Agosto 2009

Ragazzine più brave in italiano
Ecco i dati sugli studenti lombardi

Le studentesse lombarde al termine della terza media sono più preparate in italiano dei loro coetanei maschi, che però si rifanno in matematica. È quanto emerge dai dati dell'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, basati sull'esame effettuato il 18 giugno scorso dai 560 mila candidati sparsi nei 6mila istituti italiani (il campione studiato riguarda però un quarto delle scuole).

I risultati, suddivisi per regioni, confermano tendenze già in atto da alcuni anni: «In generale - si legge nel rapporto finale esteso dall'Indire - si osserva che gli allievi del Centro-nord conseguono risultati significativamente più elevati rispetto a quelli del Sud». La prova nazionale comprende una serie di quesiti incentrati sulla comprensione dell'italiano (articolati a loro volta nella verifica della grammatica, della comprensione di un testo narrativo e della comprensione di un testo espositivo) e un'altra di matematica.

Gli studenti lombardi ottengono un punteggio medio di 28,1 in italiano (i migliori sono i valdostani con 29,6, maglia nera ai calabresi con 24,1) e di 18,8 in matematica, a un soffio dal 19 ottenuto da Friuli Venezia Giulia e Marche. I più in difficoltà con calcoli e funzioni matematiche sarebbero i siciliani, con un coefficiente di 15,1.

Le ragazze della nostra regione ottengono 28,3 di media in italiano, contro il 27,9 dei maschi, che però recuperano in matematica, battendo le coetanee per 19,1 a 18,4.

Guardando al dato nazionale generale, in italiano i risultati sono buoni per quanto riguarda la grammatica, ma decisamente più bassi nelle due prove di comprensione: i ragazzi hanno risposto correttamente al 71% dei quesiti di grammatica, mentre la percentuale scende al 65,9% per i quesiti relativi alla comprensione del testo narrativo e al 64,6% di quelli relativi alla comprensione del testo espositivo.

L'Indire ha tenuto a precisare, senza però specificare le differenze, che i dati originari inviati dalle commissioni d'esame non avevano fatto registrare il tipo di conclusioni fin qui esposto. Ma secondo l'istituto di valutazione nazionale «dal campione emergono, in maniera evidente, dei segnali che indicano comportamenti opportunistici in alcune scuole. Questo fenomeno - sottolineano i valutatori - ha richiesto una procedura di correzione dei dati (editing statistico) per eliminare l'effetto distorsivo prodotto dai comportamenti anomali».

Nelle elaborazioni Invalsi i risultati vengono anche disaggregati in base all'origine degli alunni: italiani o non italiani. I punteggi degli alunni stranieri, anche per via del test di lingua italiana, sono di gran lunga inferiori a quelli dei coetanei «nostrani».

Scarica lo studio Invalsi a questo indirizzo:
www.invalsi.it/download/rapporto/Rapporto_PN_prime_analisi.pdf

f.morandi

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