Raggiungere New York in   180 minuti? «Boom», rivoluzione del trasporto aereo

Raggiungere New York in 180 minuti?
«Boom», rivoluzione del trasporto aereo

Si chiama «Boom» e potrebbe rivoluzionare i trasporti di tutto il mondo. Èun aereo supersonico pensato dalle menti migliori “rubate” a Nasa, Boeing, SpaceX, Lockheed Martin e Gulfstream e riunite nella squadra della startup americana Boom Technology.

Il progetto è ambizioso: un aereo lungo 52 metri, apertura alare di 18 e una velocità massima di 2.2 Mach, cioè 2.716 chilometri orari, oltre il doppio della velocità del suono. Numeri da record, come i tempi per percorrere la distanza tra Milano e New York: 180 minuti. «All’interno ci saranno 42-50 sedili e il biglietto avrà gli stessi prezzi di un tradizionale volo in classe Business, 5 mila euro andata e ritorno nei voli transatlantici, anche se ovviamente la tariffa la sceglieranno le singole compagnie», spiega al Corriere della Sera Erin Fisher, head of flight controls del progetto, la responsabile di tutti gli aspetti relativi al volo. Il prototipo biposto, che dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno, si chiamerà XB-1. Nel 2020 sono previsti i test — prima vicino a Denver poi in una base militare nel Sud della California — di quello che diventerà il primo esemplare del velivolo supersonico «e poco dopo “Boom” entrerà in servizio», anticipa Fisher. Imprenditori visionari come Richard Branson, patron di Virgin, ha già messo gli occhi sull’avveniristica novità. «Virgin Group ha opzionato 10 pezzi, un’altra compagnia aerea europea — che però chiede l’anonimato — ne vuole 15 - continua Fisher -. Il jet consente di dimezzare i tempi di volo di oltre 500 rotte», sottolinea Fisher. «Da San Francisco a Tokyo basteranno 5 ore e mezza contro le 11 di oggi, da Los Angeles a Sydney 6 ore e 45 minuti e non 15».


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