Rubano la bici davanti al bimbo Una lettrice: che pena questa società

Rubano la bici davanti al bimbo
Una lettrice: che pena questa società

«Ero sul terrazzo e ho sentito gridare, poi la corsa e il bimbo che piangeva. Tutto per una bicicletta. Ma vi pare una società civile questa?»

Poche righe e un commento di una bergamasca che ha assistito al furto di una bicicletta, dal suo terrazzo, in città. Con tanta amarezza. «Saranno state le 20.30 e all’Esselunga di via San Bernardino un giovane ha rubato una bicicletta dalla rastrelliera. Il proprietario era all’interno del bar con il figlio piccolo, credo un 4 o 5 anni - scrive la lettrice -. Il papà esce urlando, il bimbo dietro a lui che piange. Il padre tenta di acchiapparlo a piedi e inizia a correre e a urlare lungo via Berizzi, ma il ladro in bicicletta è più veloce e a metà fuga quando ormai non è raggiungibile si mette pure a zigzagare con la “sua” nuova due ruote».

Una beffa inutile: «Poteva anche evitare, ladro e pure sbruffone. Non c’è neanche la paura, la vergogna del gesto... Con il papà che non poteva lasciare il bimbo che piangeva disperato, spaventato dalla situazione. Vederlo con il caschetto in mano mentre singhiozzava e chiamava il papà mi ha fatto una pena incredibile. E mi sono chiesta se vale davvero la pena combattere ancora per una città migliore. Se tanto alla fine vince sempre il più forte. E se questa è la società civile in cui dobbiamo davvero vivere».


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