«Casa da Gioco a San Pellegrino» Il governo approva ordine del giorno

«Casa da Gioco a San Pellegrino»
Il governo approva ordine del giorno

Via libera del governo all’ ordine del giorno alla legge di stabilità, presentato dal deputato bergamasco Gregorio Fontana (Forza Italia). In Regione i consiglieri bergamaschi firmano il documento proposto da Bruni. Ma i grillini sono contrari all’iniziativa.

L’ordine del giorno presentato da Fontana impegna «il Governo a prendere iniziative volte ad autorizzare la riapertura del Casinò Municipale di San Pellegrino Terme, e di tutte le realtà simili a livello nazionale. Mi auguro che l’impegno preso dal Governo non rientri nella lunga lista delle promesse mancate, che vengono prima annunciate ma poi vanificate nei fatti».

«Se il Governo onorerà l’impegno assunto si tratterà di un passaggio importante e fondamentale per il rilancio occupazione e turistico della Valle Brembana, che da troppi anni offre sempre meno possibilità di lavoro, con il rischio sempre più alto, in particolare fra i giovani, di emigrazione in cerca di occupazione con il conseguente spopolamento della Valle, creando un circolo vizioso difficile da arrestare. Con l’inaugurazione del nuovo centro termale si è aperta una prospettiva importante per il territorio, la riapertura del Casino potrebbe costituire un ulteriore volano per consolidare e confermare investimenti futuri in tutti settori, con particolare riferimento a quello turistico. Nei prossimi mesi attiveremo dei tavoli di confronto con il Governo, coinvolgendo Regione, Provincia e il Comune di San Pellegrino, per cercare di stabilire una prima tabella di marcia per fissare un primo incontro e verificare la reale disponibilità dell’Esecutivo» conclude Fontana.

E anche in Regione i consiglieri bergamaschi hanno fatto fronte comune in merito: «Dopo l’inaugurazione delle terme e il buon successo di questi primi giorni, la riapertura della casa da gioco di San Pellegrino Terme costituirebbe un ulteriore elemento di spinta e di fiducia per la Valle Brembana, in un momento particolarmente drammatico per l’emergenza occupazionale e sociale che interessa il territorio. Per questo chiediamo che il Consiglio faccia sentire la propria voce in tal senso presso il Parlamento e il Governo» spiega Roberto Bruni

Il Casinò di San Pellegrino

Il Casinò di San Pellegrino
(Foto by Rota)

Sulla vicenda, il consigliere ha depositato una mozione sottoscritta dai colleghi bergamaschi di entrambi gli schieramenti. O meglio, quasi tutti: mancano quelle di Lara Magoni (impossibilitata materialmente a firmare) e di Dario Violi, esponente dei grillini, semplicemente contrari all’iniziativa.

«La Valle Brembana, per le sue bellezze naturali e il ricco patrimonio storico e culturale - spiega Bruni - possiede grandi potenzialità spesso inespresse e scarsamente valorizzate. In questo quadro la casa da gioco completerebbe l’offerta turistica, portando notevoli benefici anche economici».

Roulette al Casinò di Sam Pellegrino... qualche decennio orsono

Roulette al Casinò di Sam Pellegrino... qualche decennio orsono

«È assurdo - aggiunge il consigliere del Patto Civico - che in uno dei pochi Paesi europei ancora sprovvisto di una normativa generale sulla materia, dove una serie di provvedimenti approvati negli anni ha determinato la completa liberalizzazione di ogni tipo e genere di gioco, consentendone l’esercizio ovunque e con gli effetti devastanti che ben si conoscono su persone e comunità, ci si affidi a un regime derogatorio eccezionale, ormai divenuto irragionevole e incostituzionale, per i noti quattro casinò attualmente aperti in Italia».

«Al Consiglio - conclude Roberto Bruni - chiediamo quindi innanzitutto di esprimere parere favorevole all’istituzione di una casa da gioco a San Pellegrino, che già ne fu sede dal 1907 al 1917, ribadendo al contempo grande preoccupazione riguardo alla deregulation del gioco d’azzardo, che va viceversa limitato e opportunamente normato. E chiediamo anche di sollecitare il Viminale al rilascio di un’autorizzazione amministrativa per la riapertura o, in subordine, i parlamentari lombardi ad attivarsi in parlamento per una legge che raggiunga lo stesso obiettivo, regolamentando il settore».


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