«San Pellegrino, sì alla Casa da gioco» La Provincia scrive al premier Renzi

«San Pellegrino, sì alla Casa da gioco»
La Provincia scrive al premier Renzi

Il presidente della Provincia Matteo Rossi, con i consiglieri Demis Todeschini e Jonathan Lobati, scrivono al capo del governo e ai presidenti di Senato e Camera per sostenere la riapertura della Casa da gioco di San Pellerino Terme.

Lunedì 12 gennaio 2015 il consigliere provinciale Demis Todeschini aveva presentato una mozione a sostegno della riapertura del Casinò municipale di San Pellegrino Terme, chiedendo al Consiglio provinciale di sollecitare al governo e al parlamento provvedimenti a favore del progetto, ritenuto «elemento di spinta e di fiducia per San Pellegrino Terme e per la Valle Brembana in un momento particolarmente drammatico per l’emergenza occupazionale e sociale».

Considerata l’importanza dell’istanza e la volontà della Provincia di Bergamo di manifestare tempestivamente sostegno all’iniziativa del Comune di San Pellegrino Terme, il presidente Matteo Rossi, lo stesso consigliere Demis Todeschini e il consigliere Jonathan Lobati, invieranno il 22 gennaio una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai presidenti del Senato e della Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini.

Matteo Rossi

Matteo Rossi

Ripercorrendo le motivazioni esposte nella mozione, la lettera chiede un’autorizzazione di natura amministrativa all’istituzione di una Casa da gioco a San Pellegrino Terme, al pari di quanto avviene per la concessione per l’esercizio dei giochi di sorte a quota fissa a distanza. Qualora questa ipotesi si dimostrasse di difficile percorribilità, gli amministratori bergamaschi chiedono che il parlamento approvi una legge che, regolamentando la materia delle Case da gioco, consenta la riapertura del Casinò di San Pellegrino Terme.

«La Valle Brembana – si legge nella lettera – sta vivendo da molti anni una condizione di vera e propria emergenza occupazionale e sociale che si è ulteriormente acuita in conseguenza della crisi economica in atto che ha comportato anche recentemente la chiusura di storici insediamenti produttivi della Valle. Il settore turistico riveste un importante e strategico ruolo socio-economico per i territori dove è promosso e salvaguardato e la Valle Brembana, per le sue bellezze naturali e il ricco patrimonio storico e culturale, possiede grandi potenzialità per larga parte inespresse e scarsamente valorizzate».

Il Casinò di San Pellegrino

Il Casinò di San Pellegrino

«Già nel 2007 – prosegue il messaggio – per tentare di dare una prima concreta risposta alla riconosciuta situazione di emergenza occupazionale e alle condizioni di isolamento ed emarginazione che caratterizzano la Valle Brembana, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di San Pellegrino Terme, con l’adesione di un operatore privato, hanno promosso un importante Accordo di programma “per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e valorizzazione delle strutture termali di San Pellegrino Terme per il rilancio turistico, la formazione e lo sviluppo occupazionale” la cui concreta attuazione ha incontrato e tuttora incontra serie difficoltà. A tal riguardo con la presente intendiamo manifestare il sostegno all’istituzione di una Casa da Gioco nel Comune di San Pellegrino Terme, già sede di Casinò negli anni 1907/1917 che consentirebbe un reale rilancio turistico per l’intera Valle Brembana e per tutta la provincia di Bergamo con ricadute positive per l’occupazione e le attività economiche».

«In quasi tutti gli Stati europei – evidenziano Rossi e i due consiglieri – esiste una regolamentazione precisa delle case da gioco mentre, purtroppo, ancor oggi l’Italia risulta sprovvista di una normativa generale e ciò nonostante le ripetute sollecitazioni della Corte Costituzionale al parlamento a provvedere ad una nuova e più equa regolamentazione della materia. In questi anni è stata approvata una serie di normative e di provvedimenti che ha portato alla completa liberalizzazione e deregolamentazione di ogni tipo e genere di gioco, consentendone l’esercizio ovunque, con gli effetti devastanti sulle persone e le comunità che ben si conoscono e che ha portato il Consiglio regionale della Lombardia ad approvare la legge regionale del 21 ottobre 2013 n. 8 per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico».


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