Venerdì 06 Dicembre 2013

San Tomè, otto mesi di restauri

Lo scrigno svela la sua bellezza

San Tomè di Almenno San Bartolomeo

Ha un qualcosa di magico la rotonda di San Tomè nell’Agro degli Almenno. E non solo per queste giornate straordinarie che rivestono di luce l’antico monumento. La gente arriva percorrendo a piedi il breve tratto di strada che va dalla provinciale per la Valle San Martino e guarda.

«Ho visto che hanno tolto tutte le impalcature e allora sono venuto a dare un’occhiata», si giustificano. Ma non è la sola curiosità che li spinge fin qui. È il «loro» San Tomè, che sembra splendere nell’aria cristallina.

«Credo proprio che abbia un qualcosa di magico», dice la restauratrice Anna Sapia che con Omar Agazzi ha trascorso gli ultimi mesi a lavorare sulle pietre della chiesa. «Non sono solo io a dirlo, anche i visitatori comuni, quelli che arrivano per la prima volta, restano colpiti».

C’è chi accarezza la pietra, questo Ceppo del Brembo che cambia colore secondo il momento della giornata. «Al tramonto, in certi tramonti che ho potuto osservare stando qui per tanto tempo, diventa rosa. Uno spettacolo incredibile».

Era dagli anni Ottanta che lo stato di salute del monumento era seguito con attenzione. Si notavano in superficie alcune lesioni che avrebbero potuto pregiudicarne la stabilità. A partire dal 1984 venne avviata, promossa dal Comune di Almenno San Bartolomeo, una campagna diagnostica.

Sabato l’inaugurazione dei restauri esterni dopo otto mesi di lavori.

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