Sciopero, 2.000 da Bergamo a Milano Adesioni tra il 55 e l’80% in molte aziende

Sciopero, 2.000 da Bergamo a Milano
Adesioni tra il 55 e l’80% in molte aziende

Dall’aeroporto, con tanti voli annullati, alle aziende che hanno dovuto fermare o ridimensionare la produzione. La Cgil di Bergamo fa il punto sull’adesione allo sciopero.

Voli bloccati, cancellati o in ritardo all’aeroporto di Orio al Serio - scrive il sindacato - e produzione ferma alla cementeria Italcementi di Calusco, oltre il 90% di lavoratori ad incrociare le braccia alla Sanpellegrino.

E poi adesioni tra il 55 e l’80% in molte aziende metalmeccaniche come Tenaris Dalmine (70%), Bianchi Vending di Verdellino (70%), Nicotra di Zingonia (80%), Exide di Romano di Lombardia (80%), Same di Treviglio (70%), International Fim (ex Lupini Targhe) di Pognano (80%), Marcegaglia di Boltiere (55,9%).

E, ancora, quasi il 70% di adesioni alla Carvico, quasi il 60% al Nuovo Istituto d’Arti Grafiche, circa il 30% al Comune di Bergamo. Sono alcuni dei dati sull’adesione provinciale allo sciopero nazionale indetto da Cgil e Uil per la giornata di venerdì.

Il segretario della Cgil Susanna Camusso al corteo organizzato da Cgil e Uil a Torino ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il segretario della Cgil Susanna Camusso al corteo organizzato da Cgil e Uil a Torino ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

«Così non va!» era lo slogan scelto da Cgil e Uil per lo sciopero generale nazionale: nel giorno della mobilitazione le due sigle sindacali, i loro iscritti e moltissimi lavoratori dei settori privato e pubblico sono scesi in piazza in 54 manifestazioni in tutto il Paese per esprimere tutta la loro contrarietà nei confronti delle scelte del Governo e per sostenere le proposte sindacali sulla riforma della Pubblica Amministrazione, sul Jobs Act, sulla Legge di Stabilità e sulla politica economica.

A Milano si è tenuta una grande manifestazione con un corteo che ha raggiunto Piazza Duomo: «Questa mattina a Milano eravamo in tanti, da Bergamo sono partite circa 2.000 persone che si sono unite al corteo dei 50.000 lavoratori lombardi: da Porta Venezia al Duomo abbiamo sfilato in maniera tranquilla e molto partecipata - ha detto Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil di Bergamo - . Il corteo era aperto dallo striscione “Così non va! Abbiamo proposte concrete per cambiare l’Italia”, segno che il sindacato non dice solo no ai tagli dei diritti, ma avanza proposte da mettere in campo sui temi del lavoro. Numerosi gli slogan contro Renzi e il suo Governo».

«È stato lanciato un allarme - aggiunge Bresciani - per l’assenza di una politica di tutela causata dalle scarse risorse sugli ammortizzatori sociali che provocheranno decine di migliaia di licenziamenti nel prossimo anno in Lombardia. Non ci fermeranno: in molti lo hanno ripetuto. Continueremo a contrastare le scelte sbagliate per avere una prospettiva di lavoro in questo Paese. L’emergenza oggi si chiama lavoro, bisogna fare politiche affinché il lavoro ci sia: ma attenzione, non può essere un lavoro qualsiasi, senza diritti e senza professionalità. Il messaggio per cambiare l’Italia è proprio quello di un Paese che investe sul lavoro e sulla sua qualità. Con il Jobs Act il numero dei contratti precari non viene ridotto, ma si tolgono pure i diritti a chi viene assunto e a chi uscirà dal mercato del lavoro. Regioni, Province e Comuni vengono taglieggiati e sono così costretti ad alzare le tasse. Il Governo Renzi sfugge al confronto e considera i sindacati un intralcio. Così non va!».

Dal palco di piazza Duomo questa mattina è stato ringraziato per la sua presenza al corteo anche il presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi.


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