Sabato 19 Aprile 2014

«Se questa è l’immagine per i turisti...

Ma quanto ci costa tutta questa follia»

Gli scontri prima di Atalanta-Verona
(Foto by Beppe Bedolis)

«Se questa è l’immagine che offriamo ai turisti venuti in questi giorni di festa a visitare la città... Che prezzo paga la comunità per un tale spiegamento di forze? Perchè tutto questo non viene pagato dalle società di calcio?». Ecco le domande di una nostra lettrice.

La lettera

«Sabato 19 aprile: un tranquillo pomeriggio vigilia di Pasqua? Mezza città in stato di assedio, centinaia di poliziotti in assetto da guerriglia, un elicottero che dalla mattina ronza sui tetti delle case, mezzi di polizia a sirene spiegate.

Al turista ignaro potrebbero apparire scene di un colpo di stato più che una partita di calcio. Si dovrebbe trattare di sport ma tutto è tranne quello. Già al mattino lo stadio era più simile ad un carcere di massima sicurezza, mercato del sabato annullato, vie adiacenti vuote dove si aggirano sedicenti tifosi già ubriachi e ovunque camionette di polizia .

E poi ci sono dirigenti dell’ ATALANTA che si scandalizzando leggendo il GUARDIAN, quando parla della violenza della tifoseria nella nostra città. Perchè non inviano qualche foto della città oggi?

Se questa è l’immagine che offriamo ai turisti venuti in questi giorni di festa a visitare la città non ci possiamo lamentare di quello che si legge sulla stampa. Ma non volevamo essere capitale della cultura?

E non è solo un problema di immagine ma di costi per il cittadino: che prezzo paga la comunità per un tale spiegamento di forze? Perchè non vengono pubblicati i dati? Perchè tutto questo non viene pagato dalle società di calcio che scaricano i costi su tutti noi per offrire ai calciatori cifre da capogiro e a volte sono conniventi con il tifo violento?

Quando ci sono tifoserie aggressive bisognerebbe far entrare negli stadi solo bambini accompagnati dai nonni».

Un’abitante che paga le tasse

Un’altra lettera

«Ma chi comanda a Bergamo? Purtroppo i tifosi atalantini che possono fare quello che vogliono; ma è mai possibile? E Bergamo voleva candidarsi a capitale della cultura? Si candidi a capitale dei disordini e della completa anarchia».

Nicola

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