Sentierone, Tiziana Fausti ci crede «Il centro può rinascere: ecco come»

Sentierone, Tiziana Fausti ci crede
«Il centro può rinascere: ecco come»

«La mia generazione se la ricorda bene la coda al Balzer la domenica mattina per acquistare i pasticcini, e quella voglia di passeggiare avanti e indietro sul Sentierone: si era certi di incontrare chi si desiderava». Tiziana Fausti è la «signora del Sentierone».

Sempre in movimento, sempre impegnata tra Bergamo e la boutique di Lugano, tra nuove collezioni, e una moda sempre più internazionale e di lusso. Ma il Sentierone non lo molla: «Questa è la mia casa, resta il mio salotto, e deve ritornare a esserlo anche per i bergamaschi».

Da dove ripartire?
«Il problema è solo uno: far tornare la gente in centro e attualmente, con questi presupposti, è difficile. Impossibile».

Lei è sempre stata una battagliera, fa effetto sentirglielo dire: qui ha investito, qui la sua attività imprenditoriale.
«Prendetela come provocazione, partendo da un dato di fatto: ora i bergamaschi gravitano su altre situazioni. Tutto ciò che è stato creato fuori Bergamo ha determinato nuovi appeal e molte di queste situazioni permettono di ottimizzare il tempo libero».

Parla dei centri commerciali?
«Inevitabilmente: lì dentro si fa la spesa, si gioca, si mangia, si fanno acquisti, diversificati».

Sul Sentierone cosa si fa?
«Diciamo cosa si dovrebbe fare: ovviamente fare shopping, ma non solo. Non basta. Serve ricreare interesse, e indagare quindi su cosa vuole e chiede la gente».

Mi faccia un esempio.
«Le racconto di me e mia figlia pochi giorni fa: avevamo finito di lavorare e dieci minuti prima delle 21 siamo entrati al Balzer per bere qualcosa. Ma il Balzer alle 21 chiude».

Serve più intrattenimento?
«Servono locali, ristoranti di qualità, cibo buono, proposte differenti, ma senza per forza spendere cifre astronomiche. Saper modulare e saper offrire proposte variegate. Siamo tutti consapevoli che la coperta è più corta, ma i ristoranti e i bar sono pieni, anche nelle strade vicinissime al Sentierone».

Il fenomeno di Viale Papa Giovanni con i tanti dehors e locali aperti la sera è un esempio significativo. Piace ai bergamaschi e anche ai turisti che gravitano su Bergamo bassa, che non sono pochi dati gli hotel.
«Questa strada ha un’organizzazione commerciale diversa dal Sentierone, ma la proposta commerciale nel salotto di Bergamo è davvero da rivedere. Così come siamo tutti consapevoli che gli affitti sono alti e che questo crea difficoltà: c’è chi chiude e mancano nuove richieste. Un plauso però va al Comune: il sindaco Gori sta spendendo molte energie per il Sentierone».

Lei ha aperto 29 anni fa.
«Esattamente il 16 ottobre del 1986 e l’obiettivo, trent’anni dopo, è sempre lo stesso: io qui resto e continuo a investire. Sul Sentierone e sulla mia città».

Consapevole della crisi dei consumi…
«I tempi sono cambiati, credo sia chiaro a tutti. E, l’ho anche pensato, di scendere con l’offerta. Ma poi mi sono fermata: questa è la mia realtà, quella del lusso, di nicchia e di proposta legata al mondo della moda e dell’alta moda. Anche questa fetta serve ai consumi, e sicuramente dà lustro al Sentierone. Che ha comunque bisogno anche di altre proposte, legate all’intrattenimento, allo svago».

Il senso è quindi leggere l’interesse della gente?
«Esattamente, e sono consapevole che anche a livello urbanistico e architettonico il grande spazio del Sentierone sia complesso da ripensare».

Sta anche ripensando al suo spazio commerciale?
«Dopo il trasferimento della moda uomo nei miei locali sul Sentierone, ho da poco chiuso quattro accordi di collaborazione con brand di alto livello: Valentino, Alaya, Givency e Celine. Come per Dior al piano terra, al primo piano del mio concept saranno realizzati degli spazi dedicati, anche dal punto di vista dell’immagine e del personale».

Che cresce…
«Siamo ormai una cinquantina, con un nuovo direttore generale e un’analista che mi hanno aiutato a riorganizzare l’attività imprenditoriale. Con una visione anche sul mondo virtuale: la coperta è corta, lo abbiamo detto, ma c’è anche la consapevolezza che il mondo del lusso è sempre più mondiale. Attraverso il nostro sito web tizianafausti.com e il posizionamento su farfetch.com, una vetrina virtuale dove sono presenti le migliori boutique del mondo, sono andata a sopperire le difficoltà economiche che inevitabilmente si sentono nel commercio diretto. E che sono contingenti alla situazione italiana».

Un commento su Expo?
«Porterà nuovi turisti, nuovi clienti. E la moda italiana è un’eccellenza da mostrare».

Progetti speciali in programma?
«Ancora da definire, ma si sta pensando a una cena con una delegazione internazionale. Sotto le stelle, in piazza Vecchia, e per l’occasione sto immaginando una sfilata con i migliori capi dei migliori brand che sul Sentierone racconto. Anche questo è un modo per sostenere il nostro centro città».

Anche se ogni tanto va a Lugano, nel suo spazio aperto negli ultimi anni…
«Lugano sta funzionando, nonostante la crisi che ha colpito anche la Svizzera, ma io Bergamo non la lascio. E continuo a credere sul Sentierone».


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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