Slot, la protesta marcia sul Comune
Palazzo Frizzoni: «Ma è un errore»

L'avevano annunciato da settimane: «Scenderemo in piazza per manifestare contro le sale slot». Ora i residenti dei quartieri interessati dalle nuove aperture, hanno stabilito data e luogo e annunciano che il ritrovo sarà fuori dal Comune.

L'avevano annunciato da settimane: «Scenderemo in piazza per manifestare contro le sale slot». Ora i residenti dei quartieri interessati dalle nuove aperture, hanno stabilito data e luogo. Dopo aver ipotizzato come location lo spiazzo davanti alla prefettura oppure l'androne della questura, ora annunciano che il ritrovo sarà fuori dal Comune.

Una decisione, quella dello slargo fuori dal municipio, che non va a giù a tutti. «È il posto sbagliato - dice l'assessore alle Attività produttive Enrica Foppa Pedretti - sono altre le istituzioni che hanno il potere di dare le autorizzazioni alle case gioco. Noi da sempre siamo vicini a questi cittadini nella loro battaglia, che poi è anche la nostra. Perché vengono a protestare da noi che li sosteniamo e siamo dalla loro parte?».
Anche la Lega Nord dimostra qualche perplessità: «Il Comune sta facendo tutto il possibile», ribadisce Alberto Ribolla, capogruppo in consiglio. La manifestazione contro i casinò nei rioni residenziali è fissata per l'8 luglio. Una data non casuale: «In quell'occasione - spiega Arnaldo Parolini, portavoce del quartiere di via Palazzolo e via Mazzi - durante il consiglio verranno discussi gli ordini del giorno relativi alle sale slot. Abbiamo la sensazione che l'interesse sia puntato solo sulle nuove aperture, noi vogliamo che si pensi anche all'esistente».

L'intenzione è quella di mantenere alta l'attenzione, con la consapevolezza che l'amministrazione poco può fare: «Sappiamo che il Comune ha le mani legate - aggiunge - ma nonostante ciò deve essere il nostro interlocutore, la nostra interfaccia con Roma». Gli organizzatori chiamano a raccolta tutti i comitati di quartiere e hanno preparato volantini per annunciare anche l'orario: le 20,30. Scelto di proposito perché fanno sapere di voler entrare a Palafrizzoni durante la seduta.
La scelta del municipio non va giù all'assessore alle Attività produttive Enrica Foppa Pedretti: «Mi dispiace molto, l'obiettivo è sbagliato. Il Comune si è mosso per tempo con il regolamento che pone il limite di distanza dai luoghi sensibili. Purtroppo non funziona con i centri Vlt. Per questi ha potere autorizzativo la questura». Foppa Pedretti sottolinea che manifestare in Piazza Matteotti è un «errore di principio» e ricorda che «l'amministrazione ha espresso parere negativo sulle nuove aperture. Inoltre, sono in contatto con Legautonomie per contribuire alla stesura di una proposta di legge e per l'adesione al Manifesto dei sindaci».
Dice che Palafrizzoni ha fatto tutto quello che è in suo potere e che ora tocca a Pirellone e Governo agire: «La Regione potrà essere più veloce a trovare il modo per impedire temporaneamente il dilagare delle case da gioco. È solo Roma che può cambiare la legge. È lì che bisognerebbe manifestare». Anche la Lega Nord ha delle perplessità sulla scelta della location, ma scenderà comunque in piazza: «Il Comune sta facendo tutto il possibile - ribadisce il consigliere Alberto Ribolla - siamo al fianco di questi cittadini. Abbiamo partecipato alle assemblee dei comitati, organizzato un convegno, presentato cinque ordini del giorno proponendo il divieto della pubblicità sui bus Atb, sgravi fiscali ai locali slot free, una mappatura del territorio e sollecitando l'adesione al manifesto dei sindaci». Il 12 maggio l'onorevole orobico Cristian Invernizzi ha presentato alla Camera un'interrogazione, su spinta proprio di Ribolla, in cui si domandano maggiori poteri per i Comuni.

Anche i parlamentari orobici del Pd sono firmatari di un'interrogazione «per dare limiti alla pubblicità - spiega l'onorevole Elena Carnevali - potere ai Comuni e norme restrittive sulle distanze dai luoghi sensibili. Fummo noi a proporre per il regolamento di Bergamo i 500 metri, poi accettammo i 400. Inoltre abbiamo presentato un ordine del giorno per spronare Regione, Parlamento ed Esecutivo a modificare le leggi nazionali e regionali». Carnevali assicura che a Roma si sta lavorando per una battaglia che deve essere di tutti: «Amministrazione e cittadini devono essere un corpo unico, bisogna restare compatti».


Elisa Riva

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