Martedì 10 Settembre 2013

Slot, poche adesioni al manifesto
Si va verso una possibile proroga

L'appello era stato lanciato a fine luglio: «Uniamoci per tutelare le nostre comunità contro la ludopatia». Il Consiglio di rappresentanza della Conferenza dei sindaci bergamaschi invitava tutti i 244 paesi orobici ad aderire al «Documento dei Comuni bergamaschi per il contrasto al gioco d'azzardo». E fissava come data ultima entro la quale far pervenire gli atti deliberativi l'11 settembre.

Complice la pausa estiva dell'attività delle amministrazioni locali, le adesioni ora sul tavolo dell'Asl sono arrivate a quota 63. Tuttavia, molti sono i primi cittadini che in queste ultime ore stanno annunciando la loro intenzione di partecipare all'iniziativa e che pertanto provvederanno a inviare la delibera consiliare o di giunta (all'indirizzo ufficio.sindaci@asl.bergamo.it o sindaci@PEC.asl.bergamo.it). C'è tempo ancora fino a domani, dunque, ma per consentire ai «ritardatari» di inoltrare gli atti è in corso la valutazione di una proroga della scadenza. Giovedì è fissata la prossima seduta del Consiglio di rappresentanza che stabilirà, eventualmente, la nuova data.

L'offensiva dei Comuni
Il «Documento dei Comuni bergamaschi per il contrasto al gioco d'azzardo» è solo una delle mosse del Consiglio di rappresentanza dei sindaci contro il dilagare di bar con macchinette «mangiasoldi», sale slot, giochi online, casinò, agenzie di scommesse e lotterie. Prima di preparare una propria carta contro la ludopatia, già diversi mesi fa, infatti, aveva sottoscritto il manifesto promosso da Legautonomie e Terre di mezzo.

L'obiettivo della carta bergamasca, che una volta terminata la raccolta delle adesioni sarà inoltrata a Governo e Regione Lombardia, è la modifica della normativa esistente. In particolare il testo esorta a nuove norme che prevedano «l'obbligatorietà di un parere del sindaco per l'autorizzazione all'apertura di nuove sale e per l'installazione di macchinette nei locali pubblici» e un «vero e proprio potere di veto». A ciò si aggiunge il divieto di pubblicità e quello di apertura di sale slot in centro a paesi o vicino a istituti scolastici, il divieto all'accesso al gioco ai minori, massicce campagne di informazione relative ai rischi dell'azzardo. Infine, si esorta il coinvolgimento di tutte le istituzioni preposte alla tutela della salute per prendere in carico e curare il problema quando questo si presenta, stante le difficoltà di organizzare la riabilitazione dei soggetti patologici.

I primi Comuni orobici ad aver fatto avere confermato il proprio appoggio a tale iniziativa sono stati Paladina, Romano di Lombardia, Brembilla, Ardesio e Oneta. Successivamente si sono mossi Cenate Sotto, Cologno al Serio, Carvico, Ponte Nossa, Albano Sant'Alessandro, Albino, Grassobbio, Rovetta, Osio Sopra, Schilpario, Azzano San Paolo, Canonica d'Adda, Capriate San Gervasio, Nembro, Ranzanico, Barzana, Curno, Morengo, Boltiere, San Pellegrino Terme, Cusio, Leffe, Madone, Villa d'Ogna, Calcinate, Dalmine, Zogno, Bagnatica, Martinengo, Treviolo, Alzano Lombardo, Fiorano al Serio, Mozzo, Lallio, Valnegra, Villa d'Almè, Brembate Sotto, Lovere, Arcene, Predore, San Giovanni Bianco, Costa Volpino, Pontirolo Nuovo, Spinone al Lago, Verdellino, Gandellino, Pedrengo, Ponte San Pietro, Palosco, Caprino Bergamasco, Cene, Lenna, Rogno e Ponteranica. Nell'ultima settimana si è aggiunto Scanzorosciate, lo faranno nei prossimi giorni anche Bonate Sopra, Clanezzo e Pradalunga.

Il «Documento dei Comuni bergamaschi per il contrasto al gioco d'azzardo», preposto e condiviso dal Consiglio di rappresentanza e dai presidenti delle assemblee distrettuali dei sindaci nella seduta del 18 luglio, oltre a sollecitare una serie di azioni anti-ludopatia, analizza il fenomeno delle dipendenze ricordando come negli ultimi anni siano «aumentate in modo esponenziale quelle legate al gioco d'azzardo, ovvero episodi sporadici che sfociano in un vero e proprio disturbo che mette a rischio la vita sociale, familiare, professionale e materiale».

Il testo evidenzia il dilagare in tutto il territorio italiano di videolottery e similari. Infine, ricorda che «la Lombardia risulta la regione italiana con la maggior spesa assoluta per il gioco, mentre Bergamo è la terza provincia per spesa procapite».

Elisa Riva

a.ceresoli

© riproduzione riservata