Mercoledì 30 Luglio 2014

Stezzano, è libera la ragioniera
Finì nei guai per i soldi spariti

Alcuni dei gioielli che hanno dato origini al caso Zenca

È tornata in libertà Loredana Zenca, la ragioniera del Comune di Stezzano finita sotto inchiesta per una serie di bonifici sospetti effettuati dal conto corrente della pubblica amministrazione, per quasi 900 mila euro.

Il giudice per le indagini preliminari Ezia Maccora ha infatti accolto l’istanza del difensore della Zenca, l’avvocato Enrico Pelillo, che aveva chiesto la revoca della misura cautelare o in subordine una misura meno afflittiva, motivando l’istanza con il venir meno – trascorsi quasi nove mesi dai fatti contestati – delle esigenze cautelari.

Loredana Zenca, sotto accusa per peculato, fu arrestata il 2 novembre del 2013 e, dopo un periodo trascorso in carcere, fino a pochi giorni fa si trovava ancora agli arresti domiciliari. Ora, dunque, è tornata in libertà, in attesa però di affrontare una prima udienza, quella fissata per il prossimo mese di settembre, in cui si discuterà della sua proposta di patteggiamento relativa ad alcune delle contestazioni mosse nei suoi confronti dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi.

La Zenca era finita nei guai per una serie di bonifici emessi dal conto corrente del Comune di Stezzano per circa 900 mila euro. Secondo l’accusa sarebbero stati dirottati dalla ragioniera, che aveva la responsabilità sui mandati di pagamento. La proposta di patteggiamento riguarda solo una parte dei bonifici sospetti: i 130 mila euro finiti alla gioielleria «Ore e Ori» del centro commerciale «Le due Torri», i 90 mila euro frutto di una presunta spartizione con l’ex comandante della polizia locale di Stezzano, Kenrich Kavanagh, e circa 30 mila spesi in arredamento dal mobiliere Gian Angelo Monticelli di Lurano.

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