«Sui treni forze dell’ordine pronte anche a sparare»

«Sui treni forze dell’ordine
pronte anche a sparare»

Dopo la brutale aggressione a Milano a colpi di machete ad un capotreno di Trenord, che rischia di perdere il braccio, esplodono le polemiche.

«Siamo sconvolti per quello che è successo. Il livello di insicurezza è troppo alto. Vogliamo il presidio dei militari in tutte le stazioni e sui treni forze dell’ordine armate, formate e pronte anche a sparare». Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte che, insieme all’amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farisè, ha seguito da subito il gravissimo episodio verificatosi questa notte nella fermata milanese di Villapizzone del Passante ferroviario.

Le prime immagini dei soccorsi

Le prime immagini dei soccorsi

Un’aggressione bestiale, a colpi di machete ad opera di un gruppetto di giovani sudamericani che non volevano mostrare il biglietto sul treno del passante ferroviario alla fermata di Villapizzone, alla periferia di Milano, lungo il tragitto che porta i passeggeri a Expo. In prima battuta sembrava che il capotreno avesse perso il braccio per le ferite riportate, dalle notizie delle prime ore di venerdì 12 giugno pare invece che le sue condizioni siano in miglioramento. L’uomo, secondo alcuni amici che per tutta la notte hanno seguito lo sviluppo della situazione sanitaria, dopo una lunga operazione potrebbe non perdere più l’arto. Due sudamericani sono stati bloccati e sono tuttora in questura a Milano, ufficialmente «fermati per identificazione».

Sorte nella mattina di venerdì 12 giugno si recherà in ospedale a trovare il macchinista ferito. «A lui, al capotreno che ha perso un braccio e alle loro famiglie - ha detto - esprimo tutta le nostra vicinanza e solidarietà Mi auguro che la giustizia possa fare velocemente il suo corso e che gli aggressori siano velocemente individuati e adeguatamente puniti. Milano non può tollerare di essere una città nelle mani di violenti, balordi senza scrupoli pronti a tutto che non hanno rispetto della nostra società».


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