Trasporti,  Regione recupera 105 milioni Le aziende: non basta, resta  taglio di 50

Trasporti, Regione recupera 105 milioni
Le aziende: non basta, resta taglio di 50

Con la Legge di Bilancio approvata dal Consiglio regionale 105 milioni di euro recuperati per il trasporto pubblico locale. Scongiurato il maxi taglio statale da 155 milioni. Ma le aziende sono sul piede di guerra: «50 milioni di euro in meno rispetto alle risorse destinate alla copertura dei contratti di servizio e degli affidamenti in corso».

L’operazione è stata illustrata nel pomeriggio dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, durante la Conferenza del trasporto pubblico locale in cui siedono i rappresentanti di Comuni, Province, aziende e organizzazioni del trasporto, sindacati, pendolari, consumatori e utenti.

«Un grande risultato - ha spiegato l’assessore - frutto dell’importante lavoro che Regione Lombardia è riuscita a fare in questo periodo a Roma, ma soprattutto della volontà politica di considerare strategico il trasporto pubblico locale e di mantenere i servizi per i nostri cittadini. Nonostante i tagli del governo permangano, grazie all’attenzione che abbiamo sempre riservato alla gestione delle risorse del nostro bilancio, siamo riusciti a ridurre i tagli di 2/3 facendoli passare dai 155 milioni ipotizzati a 50 milioni, una cifra che riteniamo sostenibile per il sistema».

Ridurre di cinquanta milioni di euro le risorse destinate al trasporto pubblico locale, un servizio da oltre 1,3 miliardi, significa chiedere al sistema un efficientamento sui costi complessivi inferiore al 3 per cento, distribuito sia sul ferro (25 milioni) che per altri servizi del tpl (altri 25 milioni).

«Alle aziende e agli Enti locali - ha aggiunto Sorte - abbiamo chiesto di sopperire a questa carenza agendo su un mix di leve, che puntano ad una maggiore efficacia ed efficienza dei servizi. In questo modo potremo garantire i lavoratori e mantenere gli stessi servizi senza chiedere sacrifici inaccettabili ai nostri cittadini».

In questo quadro, Regione Lombardia riuscirà, con risorse proprie, a garantire anche 138 milioni di euro di investimenti a supporto del settore. In particolare 21 milioni saranno destinati alle agevolazioni (anziani, disabili, forze dell’ordine); 20 ai bus, 30 alla bigliettazione elettronica, 5 alle tecnologie innovative e 62 ai treni.

Critiche sono arrivate da Asstra (Associazione trasporti) e Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) della Lombardia, che hanno respinto come inaccettabile «qualsiasi ipotesi di ulteriore riduzione delle già insufficienti risorse destinate al trasporto pubblico locale lombardo poiché - così facendo - si pregiudica ulteriormente il livello del servizio sociale a disposizione dei cittadini lombardi, già oggi ridotto al minimo».

L’assessorato ha indicato le azioni da realizzare in diretta conseguenza delle minori risorse a disposizione dal 2015 prefigurando incrementi tariffari generalizzati e riduzioni dei servizi (da attuarsi peraltro con atti autonomi e non coordinati a carico degli Enti locali competenti); «di fatto – spiegano le associazioni – soluzione già percorsa nel 2010 e nel 2011 quando, a seguito della prima manovra di riduzione, le aziende del settore hanno dovuto forzatamente ridurre i servizi e aumentare ulteriormente le tariffe, provocando nelle gestioni effetti di squilibrio divenuti cronici».

Le Associazioni hanno quindi chiesto che Regione Lombardia reperisca altrove, nell’ambito delle proprie prospettive di spesa, le risorse necessarie per lasciare indenni quelle destinate al trasporto pubblico locale, a proposito delle quali hanno ribadito la necessità che, dopo tanti annunci, «si giunga alla determinazione dei costi standard come criterio per realizzare una più equa ed efficace, oltre che urgente e non più rinviabile, allocazione delle già scarse risorse fra territori e soggetti destinatari».

Le aziende hanno inoltre sottolineato, «ripetendo sollecitazioni più volte avanzate e rimaste inascoltate da parte dell’Amministrazione regionale», come sia «velleitario e deviante insistere in proclami formali a favore del trasporto pubblico in prospettiva di miglioramento infrastrutturale (Expo compreso) ed ambientale quando, nei fatti, si fanno mancare le condizioni necessarie e sufficienti anche solo per garantire l’esistente, che avrebbe bisogno solo di aumenti e non di riduzioni».

Le associazioni Asstra Lombardia e Anav Lombardia hanno ribadito che ai tagli di risorse conseguiranno necessariamente servizi ridotti e, di conseguenza, riduzione del personale addetto; alla fine del 2014 scadono numerosi contratti di servizio e concessioni per i quali i vari territori, «in persistente silenzio ed assenza di coordinamento da parte della Regione, sebbene da tempo e più volte sollecitata, si muovono in ordine sparso e non coordinato»; la legge regionale 6/2012 e i relativi obiettivi di riforma del trasporto pubblico locale, «sta miseramente naufragando nella disattenzione della Regione e nelle iniziative di fatto contra legem da parte di alcuni territori».

Le associazioni chiedono dunque alla Giunta regionale di liberare risorse proprie, attraverso tagli alla spesa non strettamente necessaria, da destinare al settore; al presidente Roberto Maroni e all’assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione Massimo Garavaglia di «operare per il progressivo riequilibrio della suddivisione del Fondo Nazionale Trasporti, che comunque vede la Lombardia come fanale di coda nonostante presenti i migliori parametri di efficienza a livello nazionale»; all’assessore ai Trasporti Sorte di riprendere il percorso di riforma avviato con la legge 6/2012 e adottare, «prioritariamente e senza indugio», il criterio del costo standard per definire «in modo trasparente e senza squilibri l’allocazione delle risorse fra i diversi modi di trasporto e i territori regionali».

Con fondi reperiti dal proprio bilancio, Regione Lombardia riuscirà anche a rinnovare anche per il 2015 l’intesa che prevede la circolazione a titolo gratuito, sui mezzi pubblici, degli agenti e ufficiali delle forze dell’ordine. Lo ha confermato l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte, a margine della conferenza stampa del trasporto pubblico che ha presieduto nel pomeriggio del 23 dicembre

«Ringrazio il presidente Maroni e l’assessore Garavaglia - ha detto Sorte - per il lavoro fatto e per la tenacia con la quale sono riusciti a trovare i fondi per un servizio che rende più sicuri gli spostamenti dei nostri concittadini, nonostante la Legge di stabilità sottoponga la Lombardia a tagli davvero molto pesanti».

In concreto, anche per l’anno venturo, gli interessati, dopo essersi presentati al personale di bordo, si impegnano a fornire assistenza in caso di necessità di accertamento di identità o per interventi di ripristino dell’ordine pubblico.

«L’obiettivo che volevamo perseguire - ha aggiunto l’assessore - è chiaro e cioè garantire non solo maggior sicurezza in quanto tale, ma anche maggior percezione della stessa». Sorte ha poi ricordato come non siano infrequenti gli episodi di violenza sia nei confronti del personale di bordo che dei passeggeri. «Riteniamo e auspichiamo che questo provvedimento - ha concluso Sorte - possa essere anche un valido deterrente per chi quotidianamente si “diverte” a commettere atti di vandalismo sui mezzi del trasporto pubblico locale. È sufficiente ricordare che lo scorso anno la sola Trenord per rimediare a tali atti ha speso 8 milioni di euro: una cifra troppo elevata e che non ci possiamo più permettere».

Regione Lombardia sottoscriverà, dunque, l’accordo con i rappresentanti dei corpi delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Polizia penitenziaria, Guardia forestale e Polizia locale) e dagli erogatori del servizio di Trasporto pubblico locale (Anav Lombardia, Asstra Lombardia, Trenord e Navigazione Lago d’Iseo).


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