Pendolari, finito (pare) l’incubo On line petizione contro Trenord

Pendolari, finito (pare) l’incubo
On line petizione contro Trenord

Dopo giorni decisamente da dimenticare, finalmente una giornata (quasi) normale per i pendolari bergamaschi. Solo qualche disagio per un guasto del treno da Brescia.

I treni da e per Milano non hanno avuto problemi dopo quelli dei giorni passati. Nell’ordine a)inconvenienti in serie e di serie b) l’allagamento della centrale di Melzo e c) la misteriosa sostanza vischiosa sui binari tra Bergamo e Verdello rinvenuta nella mattinata di lunedì. Con ritardi nell’ordine dell’ora abbondante.

Trenord stessa ha voluto rassicurare tutti con un tweet mattutino.

Qualche problema c’è stato semmai sulla Brescia-Bergamo.

E anche un ritardo per Milano, ma decisamente poca cosa rispetto all’odissea dei giorni precedenti.

Ma i pendolari restano sul piede di guerra. In rete una petizione ha già raccolto oltre 1.000 firme per reclamare un servizio all’altezza. «Nonostante tutti gli aspetti negativi il costo dei nostri abbonamenti continua ad aumentare ogni mese (quasi il 30% di aumento negli ultimi 5 anni): perchè pagare di più per un servizio che va peggiorando anziché migliorare?» si legge.

E ancora: « Sono stati istituiti dei “Bonus” sulle tratte che non rispettano lo standard minimo di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio Trenord, peccato che il bonus non sia previsto per i titolari di abbonamento “Io Viaggio” che sono quindi costretti ad acquistarlo a prezzo intero (103 euro) nonostante la stessa società abbia ammesso il disservizio, un paradosso.

Chiediamo quindi a Trenord e Rfi che la situazione venga risanata al più presto, chiediamo treni più confortevoli, chiediamo personale più qualificato ed in grado di rispondere alle nostre domande, chiediamo che agli aumenti che noi paghiamo corrisponda un miglioramento delle condizioni di viaggio».

«Se tutto questo non verrà accontentato in breve tempo noi pendolari ci riserviamo la scelta di scioperare (proprio come fanno i vostri dipendenti un venerdì al mese) non pagando il costo dell’abbonamento mensile, così da rimborsarci autonomamente dei disservizi che abbiamo subito».


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