Trenord, la rabbia dei pendolari  «Non è un servizio degno di tal nome»

Trenord, la rabbia dei pendolari
«Non è un servizio degno di tal nome»

Ecco la lettera che il Comitato Pendolari Bergamaschi ha inviato alla Regione Lombardia e a Trenord dopo gli ennesimi disagi.

Quest’anno il Comitato pendolari bergamaschi ha evitato di inviare la solita, trita e ritrita letterina per Babbo Natale o per la Befana. Sarebbe stata solo l’ennesima lettera di richieste per un trasporto pubblico migliore. Per la città di Bergamo, per i pendolari che si spostano verso Milano partendo dai comuni della bergamasca: dalle Valli, dalla città, dalla Bassa Bergamasca. La solita lettera che occupa uno spazio sui giornali ma contenente desideri che mai nessuno esaudirà.

Quest’anno non l’abbiamo fatto anche perché Regione Lombardia ci ha già anticipato un futuro prossimo non particolarmente roseo: laddove Brebemi riceve attraverso un project financing di natura sostanzialmente pubblica un cospicuo sostentamento da 300 milioni di euro in 15 anni, il trasporto pubblico dovrà sopportare 50 milioni di euro di tagli che prossimamente colpiranno i viaggiatori nella duplice forma di aumenti tariffari - gli ennesimi senza miglioramento del servizio - e tagli al servizio.

Si affacciano probabilità di tagli alle corse del servizio ferroviario e forti razionalizzazioni che potrebbero colpire anche i pendolari bergamaschi e quindi l’umore non era certo dei migliori. Il rientro dopo le festività però si è rivelato più nero del previsto. La nostra pagina Facebook è subissata da segnalazioni e, in soli due giorni di lavoro a Milano, anche solo personalmente ho già subito oltre 40 minuti di ritardo su due soli viaggi (praticamente, compri un biglietto, pensi di fare un unico viaggio ma in realtà ne fai due!).

Di fatto in questi primi giorni di gennaio, il materiale ferroviario utilizzato da Trenord è peggiore del solito: composizioni da 5 vetture (anziché 6), materiali talmente vecchi e consunti da mostrare addirittura finestrini chiusi con il nastro adesivo (in gennaio!), ritardi a catena senza alcun avviso come sul treno delle 7.02 di giovedi con la solita mancata chiusura delle porte del nuovissimo Vivalto (ma non doveva essere un treno perfetto?).

E infine il massimo: il treno 10811 delle 18,49 da Lambrate per Bergamo che viene soppresso per due giorni di seguito. Motivo? Guasto al locomotore che evidentemente non è stato portato in riparazione mercoledì e che forse giovedì Trenord intendeva far fondere direttamente sulle rotaie.

No, non si tratta più di un servizio degno di questo nome. No, non si tratta di una situazione sostenibile. I pendolari bergamaschi inoltre non hanno avuto ancora alcuna risposta chiara riguardo il bonus che abbiamo chiesto a gran voce a seguito del guasto a Melzo dei mesi scorsi. Regione Lombardia non ci ha degnato neppure di una risposta.

Dopo questo inizio d’anno, riteniamo che Regione Lombardia - tramite il nuovo assessore Alessandro Sorte - debba prendere una chiara posizione nei confronti di un’azienda, Trenord, che evidentemente non è in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini - che continuano imperterriti a pagare un abbonamento sempre più caro per un servizio sempre più scadente.

Un’azienda alla quale Regione Lombardia - sua proprietaria al 50% - ha rinnovato fiducia con un rinnovo di contratto. Non si sa su quale base considerato che normalmente si rinnovano contratti a fornitori che funzionano, non a fornitore che fanno acqua da ogni parte o almeno così succede nell’azienda in cui lavoro io.

Vorremmo pertanto capire quali sono le vere intenzioni di questa politica, di questa maggioranza regionale che, è triste ammetterlo, sembra finora aver avuto solo intenzione di distruggere tutto quello che negli ultimi dieci anni è stato costruito anche da parte di una maggioranza che paradossalmente era di fatto dello stesso colore politico. Proprio per sottolineare che non si tratta certo di una presa di posizione politica la nostra. Ma di una denuncia di una scelta, di una denuncia forte riguardo al senso di abbandono in cui versano i pendolari regionali e bergamaschi nella fattispecie in questi mesi. Attendiamo una risposta formale di Regione Lombardia, perché questa non è più una situazione sostenibile.

Attendiamo che le istituzioni locali - altrettanto - si facciano sentire per difendere i diritti di cittadini che ogni mattina e ogni sera si sentono alla mercé di un servizio di trasporto inadeguato, che ruba ore preziose di tempo, che ti consuma, che ti logora e che... Regolarmente continuiamo a pagare.


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