«Trenord, passino i ritardi ma le prese in giro, quelle no»

«Trenord, passino i ritardi
ma le prese in giro, quelle no»

La mail sconfortata di Roberta, una pendolare alle prese con i disservizi e la confusione di martedì 20 gennaio, sul treno delle 7,02, «in ritardo di 30 minuti e accalcati in modo disumano».

Mia madre mi ha sempre ricordato come spesso nella vita, «più delle cose, contino i modi». E allora io non lamento tanto i disservizi di Trenord (che temo abbiano qualcosa di cronico, come -ormai- le gastriti di molti pendolari), ma denuncio i modi di gestirli e, nel migliore dei casi, di risolverli. Passino i ritardi (quando annunciati), i guasti (se dichiarati), le porte che non funzionano, le carrozze surgelate (e mi fermo qui)... Ma le prese in giro, quelle non sono più tollerabili.

Perchè far correre i pendolari da un binario all’altro annunciando il ritardo di un treno già presente sul binario 5, invitando quindi i viaggiatori a scendere e a spostarsi sul binario 6 per attendere un treno alternativo, e infine – senza annunci, perchè ogni gran finale deve essere a sorpresa – cancellare il treno nel frattempo arrivato al binario 6 e far partire in anticipo sul ritardo il treno al binario 5, quasi chiudendo le porte in faccia alla massa di persone smarrite che cerca di capire come fare ad arrivare al lavoro?

Perchè annunciare problemi su tutti i treni per Milano Centrale (causa guasto tecnico tra Melzo e Treviglio), suggerire quindi di raggiungere Milano via Porta Garibaldi e infine – in barba ad ogni logica – cancellare (senza annunci) i treni per Garibaldi? Perché? Secondo quali imperscrutabili disegni Trenord gestisce le proprie operazioni? Come pianifica il lavoro ordinario e come organizza la soluzione degli (eventuali!!!) problemi tecnici straordinari?

Vien da pensare che ne affidi la soluzione a pratiche divinatorie… E allora, oggi, gioco anch’io: 5 e 6 sulla ruota di Milano. E speriamo di recuperare almeno parte del salasso dell’abbonamento .Perché il tempo perso, quello no, non si recupera più.


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