Treviglio, blitz della Finanza in Comune Abuso d’ufficio per Pezzoni e 4 assessori

Treviglio, blitz della Finanza in Comune
Abuso d’ufficio per Pezzoni e 4 assessori

Non solo la truffa per la falsa laurea. Sul sindaco di Treviglio Giuseppe Pezzoni piove un’altra tegola, che riguarda anche quattro suoi assessori.

Il primo cittadino è indagato anche per abuso d’ufficio insieme a quattro assessori della sua giunta. Si tratta del vicesindaco Juri Imeri, Basilio Mangano (Lavori pubblici e Grandi infrastrutture), Alessandro Nisoli (Urbanistica ed Edilizia) e Sabrina Vailati (Bilancio e Patrimonio).

Su mandato del pm Giancarlo Mancusi nel primo pomeriggio di martedì 29 settembre, qualche minuto prima delle 14, i militari della Guardia di Finanza di Treviglio hanno acquisito alcune carte e i dati dei personal computer di Pezzoni e del server comunale, per effettuarne copia forense. Cinque i finanzieri che sono saliti al primo piano del Municipio in piazza Manara, dove ci sono gli uffici del sindaco, della Giunta e della segreteria del sindaco. Verso le 14,20 sono arrivati anche il vicesindaco Imeri, l’assessore Mangano e il comandante della polizia locale Nucera.Gli uffici sono stati temporaneamente chiusi.

Verso le 14,40 è arrivato anche Pezzoni a piedi: a chi gli ha chiesto se si dimetterà ha risposto solo: «Lo vedrà stasera (martedì 29 settembre, ndr)». Poco dopo l’arrivo anche dell’assessore Nisoli: teso in volto, è parso trafelato. «Non sono stato chiamato» ha risposto a un nostro giornalista, e poi è entrato in Comune.

L’arrivo di Pezzoni in Comune

L’arrivo di Pezzoni in Comune

Al centro dell’inchiesta che coinvolge la giunta (esclusa solo l’assessore ai Servizi Sociali, Giuseppina Zoccoli in Prandina, non indagata) c’è la vicenda del cambio di destinazione d’uso (da agricola a edificabile, deliberata dall’amministrazione trevigliese nel 2012 di un’area alla Geromina su cui un privato (la società Blister) intende realizzare una residenza sanitaria per anziani e disabili da circa 300 posti.

Secondo gli inquirenti le procedure urbanistiche non sarebbero state rispettate e avrebbero potuto favorire gli interessi del privato. Già all’epoca dell’approvazione le opposizioni trevigliesi avevano criticato il progetto e i termini della convenzione con la società Blister, chiedendo maggiori garanzie.


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