Turismo a  Bergamo, i problemi in ballo: lavoro da tutelare, anche in chiave Expo
Presidio in piazza Vittorio Veneto per i problemi del turismo a Bergamo

Turismo a Bergamo, i problemi in ballo:
lavoro da tutelare, anche in chiave Expo

I sindacati provinciali di categoria del settore turismo di Cgil, Cisl e Uil - di ritorno da Milano, dove hanno partecipato allo sciopero nazionale dei lavoratori del settore per il rinnovo del contratto - si sono fermati al ritorno in piazza Vittorio Veneto per un presidio, in cui si è parlato dei problemi turistici che attanagliano la nostra città.

Sono giorni delicati perché il ristorante Cio abbasserà le saracinesche il primo giugno, il Balzer, caffè storico del Sentierone, ha annunciato tre licenziamenti, mentre il bar Nazionale è in ritardo di due mesi sul pagamento degli stipendi.

«Bergamo con Expo - spiega Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl Bergamo - è sulla carta la città, dopo Milano, che potrebbe avvantaggiarsi di più per l’imminente Esposizione universale, ma ci sono diversi problemi che devono essere risolti. C’è il Ciao che chiude e ci sono i tre licenziamenti al Balzar. A proposito dei tre licenziamenti, una notizia inattesa, lunedì mattina ci sarà un volantinaggio davanti al Balzer per denunciare una situazione inaccettabile. Bergamo deve riflettere sul futuro del turismo che parte dai lavoratori che sono fondamentali per l’accoglienza del turista».

«È ancora emergenza al Sentierone - dice un comunicato della Fisascat Cisl -. Il salotto buono della città si è risvegliato in un alone di crisi, dopo che Balzer ha ufficializzato tre licenziamenti. Non bastasse la chiusura annunciata del Ciao, le difficoltà finanziarie del Nazionale, il Balzer rappresentava un esempio di crisi superata: dopo quattro mesi di trattativa tra le parti si era giunti a un accordo che salvava attività commerciale e dipendenti.

«Oggi invece abbiamo scoperto un’altra verità - dice Rainero Micalef, delegato Fisascat Cisl al caffè Balzer -. Nonostante il nostro impegno, i nostri sacrifici e la nostra dedizione per mantenere l’attività, scopriamo che siamo vulnerabili forse più di prima. Quello del licenziamento dei nostri tre colleghi è stato un fulmine a ciel sereno, e adesso tra di noi ci guardiamo quasi per chiederci chi sarà il prossimo».

«Anche oggi migliaia di lavoratori si sono ritrovati a Milano per scioperare contro il mancato rinnovo del contratto del turismo - ha commentato Citerio -; anche oggi c entinaia di persone in questo settore rischiano il posto di lavoro per una crisi che non accenna a mollare la presa, per un lavoro sempre più fragile . Faremo il possibile perché i 21 lavoratori del Ciao possano ritrovare un’occupazione al più presto e perché le istituzioni e le associazioni di categoria, a partire da Comune e Ascom, inizino a interrogarsi sul futuro della nostra ricettività, allargando la discussione anche alla situazione di Turismo Bergamo e Ostello della Gioventù».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola giovedì 16 aprile 2015

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