Turismo Bergamo, i conti non tornano «Ci autoriduciamo gli stipendi»

Turismo Bergamo, i conti non tornano
«Ci autoriduciamo gli stipendi»

Una riduzione delle retribuzioni di tutti, nell’ordine del 10-20%, per contribuire a far tornare i conti e non trovarsi a valutare licenziamenti, o addirittura a mettere in discussione l’esistenza stessa di Turismo Bergamo.

La proposta di «ristrutturazione morbida» è arrivata ai 10 dipendenti della società che si occupa di promuovere il nostro territorio, e che è partecipata da Provincia (45%), Camera di commercio (45%), Comune di Bergamo (9%) e per piccole quote da alcuni dei maggiori consorzi turistici che operano a livello locale.

All’origine dei guai ci sono gli arcinoti problemi di bilancio della Provincia: «Il contributo di 375 mila euro di Via Tasso è sceso nel 2014 a 75 mila euro – spiega il presidente di Turismo Bergamo, Luigi Trigona –. Questo comporta la chiusura in negativo del bilancio dello scorso anno, dopo che invece, negli anni precedenti, eravamo riusciti a portarlo in equilibrio». E ora diventa indispensabile non ripetere il «rosso» nel 2015: «Con due anni di esercizi in deficit, diventeremmo in automatico un ente da sopprimere». Conclusione che si vuole ovviamente evitare, visto il ruolo crescente che si intende attribuire al turismo per il nostro territorio.

Via Tasso ha assicurato che quest’anno riuscirà a garantire circa 200 mila euro. Più dell’anno scorso, ma comunque meno della quota prevista (il resto viene da Camera di commercio, che dà 375 mila euro, e da Palafrizzoni, 75 mila): «Non possiamo avercela con la Provincia, sappiamo qual è la situazione, ma bisogna fare qualcosa». Di qui, tra l’altro, la proposta di taglio degli stipendi ai 10 dipendenti: «Incontreremo anche i sindacati, ma se questa soluzione non verrà accettata, potremmo trovarci a dover diminuire il personale di 2 o 3 unità, oltre a mettere a rischio a fine anno l’esistenza dell’Agenzia», dice Trigona.

È paradossale che le difficoltà si manifestino proprio nell’anno di Expo, ma Trigona assicura che questo fronte «non verrà compromesso. Alcuni progetti, tra l’altro, sono stati affidati all’esterno, individuando competenze specifiche per esempio di tipo redazionale. Per questo al momento, in relazione alle mutate finalità dell’ente, l’organico interno risulta anche un po’ superiore ai fabbisogni. Occorre studiare una riorganizzazione».

Che guardi al futuro, con la speranza che le difficoltà di oggi siano temporanee: «Dopo Expo – dice Trigona – valuteremo anche la possibilità di far entrare altri soci, che si tratti di Comuni o di privati, e vedremo come aggiornare la mission della società, per indirizzarla sempre più sulla promozione del territorio. Se il bilancio tornerà in positivo, anche le retribuzioni potranno essere riviste».

Facendo però sempre attenzione ai costi di funzionamento, che in passato incidevano in modo significativo sul totale del bilancio, mentre il focus deve essere ovviamente sulla promozione delle bellezze della Bergamasca. «So che si è fatto un lavoro accurato per limare il più possibile le spese», rileva il consigliere delegato al turismo di Via Tasso, Giorgio Gori. Consapevole che «i 200 mila euro che daremo quest’anno sono meno di quel che servirebbe, ma per la Provincia, in questo momento, è comunque una cifra elevata, che mostra la volontà di mantenere l’attenzione sul turismo». Quanto alle prospettive, «presto incontreremo i distretti dell’attrattività del nostro territorio, e valuteremo anche con loro la possibilità di un minimo contributo per Turismo Bergamo. L’idea da cui l’agenzia è nata, ovvero unire le varie realtà territoriali per un obiettivo comune, è giusta e va portata avanti».


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