Un bergamasco che vive a Parigi «Ho paura a mandare mio figlio a scuola»

Un bergamasco che vive a Parigi
«Ho paura a mandare mio figlio a scuola»

«Siamo tutti sotto sopra. Sicuramente c’è paura, anche perché il governo e la prefettura ci hanno invitato a stare il meno possibile in giro».

È il racconto di Matteo Ghisalberti è di Zogno. Vive da otto anni a Parigi, dove si occupa di comunicazione. «Alle fine però oggi (domenica, ndr) tanta gente si è recata a rendere omaggio nei luoghi della strage. Io sono un papà, e mi fa paura anche mandare mio figlio a scuola: purtroppo non sappiamo quanti sono, ma sappiamo che in giro ci sono ancora alcuni terroristi».

«Ieri non c’era quasi nessuno sui metrò– spiega – a differenza degli altri sabati, quando si incontra moltissima gente. Mi è anche capitato di attraversare alcuni ponti sulla Senna e

Fiori lasciati per le vittime

Fiori lasciati per le vittime

di vedere i battelli tutti praticamente vuoti. Nel quartiere dove abito di solito la domenica mattina c’è il mercato, è stato sospeso anche quello. Ogni tipo di manifestazione è stata vietata perché siamo in stato di emergenza».

L’invito è quello di fare attenzione, la sera soprattutto. E la percezione dello stato di emergenza si ha a tutti i livelli.


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