Un buco nella sicurezza di WhatsApp Ecco come difendere la privacy

Un buco nella sicurezza di WhatsApp
Ecco come difendere la privacy

Sono le due app di messaggistica più utilizzate dagli utenti, eppure i problemi di sicurezza sono all’ordine del giorno.

L’ultimo è stato scoperto da InTheCyber, società milanese che si occupa di sicurezza informatica. Di fatto, come riportano gli esperti sul Corriere, violare un account WhatsApp e Telegram sembra essere abbastanza semplice grazie alla facilità di accesso delle segreterie telefoniche da parte di alcuni gestori. La tecnica adottata consiste nel richiedere il codice di accesso, a Whatsapp o Telegram, come se si stesse facendo il primo avvio . Invece di farsi mandare un SMS basta farsi inviare un messaggio vocale con il codice d’accesso sul numero che si deve essere certi sia spento perché venga lasciato in segreteria e non occorre altro. Anche per sapere se il numero vittima dell’attacco sia acceso o spento non serve molto, esiste un’app anche per questo. Et voilà l’accesso è fatto, privacy violata, ora si può fare quello che si vuole con Whatsapp e Telegram, purtroppo non sono gli unici metodi. Per proteggersi basta disattivare la segreteria telefonica a cui gli utenti 3 probabilmente hanno già provveduto perché ha un costo.

Come proteggersi da questo attacco? La soluzione più ovvia è disattivare la segreteria telefonica: gli operatori oggi ne fanno pagare cara la consultazione ed è un servizio in molti casi superfluo, soprattutto nell’era degli smartphone. Chi non può farne a meno deve ricordarsi di impostare un codice personalizzato, anche se questa potrebbe non essere una soluzione definitiva: Wind, ad esempio, ripristina il codice di default quando la segreteria non viene usata per un lungo periodo. La terza soluzione è attivare l’autenticazione a due fattori per le app che dispongono di tale opzione, e Telegram è una di queste.


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