Un muro di neve a Zermatt - Video Ecco la via di fuga per i turisti bloccati

Un muro di neve a Zermatt - Video
Ecco la via di fuga per i turisti bloccati

Per cinquemila turisti l’isolamento è finito, Breuil-Cervinia è di nuovo collegata al resto del mondo. Almeno fino a domenica non nevicherà più e le temperature si sono abbassate, consolidando una coltre bianca spessa due metri.

Così gli esperti della commissione locale valanghe hanno dato il via libera alla riapertura della strada regionale 46, chiusa fino a Valtournenche da lunedì scorso. Gli spartineve hanno lavorato tutta la mattina per ripulire la carreggiata. Appena quattro giorni prima, giovedì, un altro stop, durato però appena 24 ore. Sull’altro versante del Cervino, a Zermatt (Svizzera) nel pomeriggio è stata riattivata la ferrovia, bloccata da due giorni a causa delle intense nevicate. Poco meno di 13 mila turisti erano isolati e chi ha potuto si è avvalso di un ’ponte aereò: in 400 hanno pagato viaggi su elicotteri privati per poter rientrare a casa. Oltre che a Breuil-Cervinia, la situazione sta lentamente tornando alla normalità anche nel resto della Valle d’Aosta.

Domani scenderà al livello 3-marcato il pericolo valanghe, dopo l’eccezionale grado 5-molto forte raggiunto ieri nelle zone dove ha nevicato di più. Sono state riaperte le strade per Cogne, Gressoney, Antagnod, Valsavarenche, Valgrisenche e Rhemes Saint-Georges. Giovedì si valuterà la riapertura fino a Rhemes Notre-Dame (un convoglio di turisti ha lasciato nel pomeriggio la località in sicurezza) ma nelle valli del Gran Paradiso ci sono ancora centinaia di utenze con problemi alla rete elettrica e telefonica, fissa e mobile. I tecnici sono al lavoro per ripristinare l’erogazione di energia, anche con gruppi elettrogeni.

In Piemonte, fa sapere la Protezione civile, «non sussistono ulteriori situazioni di criticità» e per questo è stata chiusa la Sala operativa attivata martedì. Intanto emergono nuovi particolari su quanto accaduto al condominio ’San Vittoriò di Sestriere, nella tarda serata di lunedì. Il sindaco Valter Marin ha spiegato infatti che, secondo quanto accertato dalla Commissione locale valanghe, non si è trattato di una slavina ma di un’enorme massa di neve che si è distaccata da un tetto sovraccarico. Decine di metri cubi di neve sono precipitati da un’altezza di 12 metri su un altro imponente accumulo, arrivando fino al primo piano del palazzo, che è stato evacuato. Ancora oggi una decina di appartamenti del condominio sono inagibili. La strada provinciale 215 del Sestriere è stata totalmente riaperta nel pomeriggio e, dopo una stop scattato ieri per il pericolo valanghe, è tornata transitabile anche quella per Macugnaga.

Se a Perarolo di Cadore (Belluno) permane lo stato di preallarme per possibili movimenti della frana della ’Busa del Cristò, dopo le intense precipitazioni diventa sorvegliato speciale il Po, salito di oltre 4 metri nelle ultime 36 ore al Ponte della Becca, nel pavese. La Coldiretti esprime «timori per le aziende agricole e le comunità situate a ridosso di torrenti e fiumi dove, per effetto del rapido innalzamento, sono stati raggiunti livelli prossimi ai limiti di guardia». Sul posto ha svolto un sopralluogo il prefetto di Pavia, Attilio Visconti, che ha costituito un ’Centro operativo mistò per monitorare costantemente il livello del fiume e proporre l’adozione di eventuali provvedimenti.


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