Usa, Maroni: io voterei Trump I risultati nella notte italiana

Usa, Maroni: io voterei Trump
I risultati nella notte italiana

«Voterei Donald Trump, perchè condivido le sue posizioni, soprattutto su immigrazione, sicurezza e lotta al terrorismo». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine dell’evento «Italia digitale» in corso a Milano, conversando con i cronisti che gli hanno chiesto chi sceglierebbe se fosse un cittadino americano.

Per il governatore, il candidato repubblicano «non fa parte dell’establishment di Washington, un po’ come lo era anche Regan. Anche allora In pochi davano credito all’ex attore, poi pero’ fece importanti politiche soprattutto in campo economico» spiega la sua ide a maroni mentre gli Stati Uniti si preparano a questa lunga giornata di elezione.

Questo è infatti per l’America il giorno della verità, con gli statunitensi chiamati a eleggere il loro 45esimo presidente. Appelli finali nella sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump, bene evidenti i due modi opposti di intendere la guida del Paese, con la ex first lady che vede al suo fianco i coniugi Obama: «Siamo a un passo dal fare la storia» ha detto Michelle.

Ma l’attacco del tycoon non si ferma, per il quale l’avversaria rappresenta il «fallimento, ed è venuta l’ora di cambiare». Ma gli ultimi sondaggi vedono Hillary in vantaggio dopo che l’Fbi ha chiuso definitivamente l’inchiesta sulle e-mail che ha pesato sulla sua campagna.

L’annuncio ufficiale della vittoria potrebbe arrivare tra le 4 e le 5 del mattino di mercoledì in Italia.Le operazioni di voto iniziano sulla costa orientale degli Stati Uniti alle 6 del mattino (mezzogiorno in Italia) e terminano in Alaska, quando nel nostro Paese saranno le 7 del mattino di domani. Sia Hillary Clinton che Donald Trump voteranno e seguiranno la nottata elettorale a New York. Oltre a scegliere il prossimo presidente Usa gli elettori sono chiamati a decidere quale partito avrà il controllo del Congresso per i prossimi due anni, rinnovando la Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato.


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