Via i colori bianconeri? «Steward troppo zelanti»

Via i colori bianconeri?
«Steward troppo zelanti»

L’invito a togliere segni distintivi juventini lo scorso sabato sera allo stadio? Il caso segnalato da un lettore non è stato il solo. E Marino, direttore generale nerazzurro spiega: «Di sicuro non esiste nessuna direttiva del genere da parte dell’Atalanta».

L’invito a togliere segni distintivi juventini lo scorso sabato sera allo stadio? Purtroppo il caso segnalato da un lettore non è stato il solo che si è verificato in occasione di Atalanta-Juventus. Lo confermano due mail ricevute in redazione e diversi commenti sulla pagina Facebook de L’Eco di Bergamo. Dove i più difendono comunque a spada tratta i tifosi nerazzurri, e minimizzano l’accaduto.

Sulla vicenda interviene Pierpaolo Marino, direttore generale dell’Atalanta che parla di «eccesso di zelo da parte di qualche steward, che probabilmente temeva si creassero tensioni e quindi ha agito in modo protettivo verso il bambino. Di sicuro non esiste nessuna direttiva del genere da parte dell’Atalanta, che da sempre è tollerante verso ogni fede calcistica. Non siamo certamente titolati per decidere come uno deve vestirsi per andare allo stadio». Marino ha precisato però che al momento non ci sono conferme dell’episodio: «Nessun capo stewart ce l’ha riportato, non è chiaro dove e se sia accaduto. In ogni caso un bambino vestito con la maglia della sua squadra del cuore fa solo simpatia. Ci si deve preoccupare piuttosto di chi va allo stadio per dare libero sfogo ai suoi istinti».

Ma il caso denunciato domenica 28 da un lettore, non sarebbe purtroppo l’unico. «Sabato sera con il mio bambino di 6 anni mi sono recato allo stadio di Bergamo per assistere alla partita di calcio Atalanta-Juventus, noi siamo tifosi della Juventus ma non le nascondo una certa simpatia anche per i colori neroazzurri in quanto squadra della nostra amata città. Al nostro ingresso in curva sud vicino a noi c’erano due bambine di circa 7/8 anni con i rispettivi genitori che indossavano la maglia della Juventus, mio figlio indossava un cappellino e tutti siamo stati invitati a far togliere ai nostri figli maglietta o cappellino, uno steward all’ingresso ci ha detto che era per l’incolumità nostra e dei bambini!!! Cose dell’altro mondo!» si legge in una mail (firmata) ricevuta in redazione

«Al primo goal della Juventus molte persone tra cui bambini si sono alzati ad esultare e dal parterre sotto la curva sud si sono girati dei soggetti (che non possono essere chiamati tifosi) che si sono messi ad inveire contro chi aveva esultato con frasi offensive, pesanti e minacciose, tra questi c’erano adulti “maturi” e ragazzi poco più che ventenni. A quindici minuti dalla fine me ne sono andato avvilito e scoraggiato tra le tante domande di mio figlio che mi chiedeva perchè quelle persone si fossero arrabbiate e perchè dicessero quelle parolacce. Siamo in un paese democratico dove c’è libertà di parola, di culto, di pensiero politico e noi dobbiamo censurarci ed avere paura di tifare per la nostra squadra a causa di gente del genere? Io non sono più fiero di essere bergamasco!».

«Io credo che l’Atalanta con un po di buona volontà possa mettere un freno a questa situazione vergognosa, se poi la paura fosse quella di avere meno gente allo stadio il presidente non si dovrebbe preoccupare perchè tanti bergamaschi per bene decideranno di ritornare. Nemmeno io andrò più allo stadio di Bergamo se non cambieranno le cose, perchè trasformare una bella serata in compagnia del proprio figlio in una possibile rissa non ne vale proprio la pena».

Un’altra mail conferma poi che l’episodio dello steward che ha esortato i genitori di un bimbo juventino a coprire la maglia bianconera con una felpa non è stato proprio un caso:«Anche a me è successa la stessa cosa!!! Una famiglia allo stadio di cui due atalantine e due juventini siamo stati bloccati all’entrata del parterre Creberg perché figlio e marito avevano la maglia della Juve!!! Ci hanno detto o vi dividete x cui noi atalantine potevamo entrare, mentre marito e figlio li spostavano nel settore ospiti, altrimenti togliete le magliette ed entrate! Premetto che ho pagato 25 euro a bambino e poi non mi lasciano entrare? Non esiste. Questo non è incentivare le famiglie ad andare allo stadio, anzi passa la voglia! Perché un bambino di 6 anni stratifoso non può essere trattato così!!! Anche perché siamo passati anche noi sotto la curva Nord ma a parte alcuni commenti non è successo niente. Spero tanto che cambi qualcosa, invece di non fare entrare allo stadio bambini con la maglietta della squadra del cuore».


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