«Via Moroni, non solo degrado -Video
Qui tanti giovani che sfidano la crisi»

Lettera dal presidente dell’Associazione per il Borgo San Leonardo dopo l’omicidio al bar Socraf di via Moroni.

«Via Moroni, non solo degrado -Video Qui tanti giovani che sfidano la crisi»
Carabinieri in via Moroni dopo l’omicidio
(Foto di Bedolis)

«La gravità del fatto – scrive Paolo Bertuletti nella lettera pubblicata il 3 novembre sulla pagina Facebook dell’associazione – aldilà dello sconcerto e della tristezza che la morte di uomo sempre suscita, dimostra in maniera eloquente che un problema di sicurezza nel nostro quartiere c’è».

«Del resto – prosegue – le attività criminose che si svolgevano nel locale dove è stato commesso l’omicidio erano note a tutti. Non si può dire che negli ultimi mesi le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale non si fossero attivate per affrontare il “caso Socraf”. Mi riferisco alle reiterate ordinanze di chiusura degli scorsi mesi e agli appostamenti nelle case private finalizzati alla raccolta di prove sull’attività di spaccio».

«Pare, tuttavia, che l’intervento delle autorità competenti arrivi sempre in ritardo, così che c’è voluto proprio il morto per attirare l’attenzione di tutti sul problema e, forse, per risolverlo definitivamente. A margine di questo cupo episodio voglio comunque sperare che via Moroni non venga etichettata d’ora in avanti come una via pericolosa, assolutamente da evitare».

«Non dimentichiamoci – evidenzia – che negli ultimi tempi in questa zona hanno aperto diverse nuove attività commerciali gestite per lo più da giovani che sfidano con coraggio la congiuntura economica sfavorevole. Ma anche che la nostra Associazione è riuscita recentemente a coinvolgere nelle proprie iniziative alcuni esercenti stranieri con discreti risultati».

«L’indecente malaffare che ruotava attorno a quel locale – conclude la lettera – va senza dubbio estirpato, noi però non dobbiamo farci prendere dallo sconforto né far credere agli altri che il nostro quartiere sia un posto così tetro come questa vicenda potrebbe far pensare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA