Vita da pendolare Trenord
«Scusate, non ho più parole»

Andrea è uno dei tanti che ogni giorno fa avanti e indietro da Milano a Bergamo, nella fattispecie a Verdello. O meglio, vorrebbe farlo in modo umano, ma è sempre più difficile.

Vita da pendolare. «Non ho più parole, scusate lo sfogo». Ecco il diario di viaggio di Andrea di martedì 21 e mercoledì 22 ottobre. Martedì, il 18,10 da Milano Centrale: arriva a Lambrate con 15 minuti di ritardo per «ritardo composizione del materiale rotabile» (Ipse dixit... bah!) cambiando binario all’ultimo minuto dal 7 al 5, inducendo molti pendolari al pericolosissimo attraversamento in superficie per fare prima.

Dopo Lambrate parte di slancio, peccato che dopo Pioltello imbocchi la linea vecchia e si fermi a Trecella in mezzo ai campi, e poi ancora dopo Cassano per farci godere una indimenticabile vista notturna dell’Adda (cioè, il nulla). Arriva stancamente a Verdello con 25 minuti di ritardo. Non ho più parole.

Ma non passano che poche ore ed è già il momento di tornare indietro. Mercoledì il 7,16 da Bergamo arriva a Verdello già pieno e pure in ritardo per farci gustare appieno il fresco venticello di stamattina.. Al treno delle 7,53 per Porta Garibaldi va pure peggio, prima viene ritardato.

Passano pochi minuti e poi viene cancellato sul posto.

E le cose non vanno granché bene nemmeno sul versante della Bergamo-Brescia. Proprio no.

Ma torniamo al nostro Andrea e al suo treno per Milano che «prosegue lemme lemme fino a Treviglio, dove magicamente per fortuna si trasforma in cavallino rampante e arriva a Lambrate “solo” con 10 minuti di ritardo». E mercoledì sera cosa aspetta il nostro pendolare?

© RIPRODUZIONE RISERVATA