Lunedì 22 Settembre 2014

Yara, la battaglia legale si sposta

sulla relazione dei Ris del 2011

Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara

Incassato il netto rifiuto del Gip all’istanza di scarcerazione, i legali di Massimo Bossetti non demordono e stanno lavorando al ricorso da riproporre al Tribunale della libertà. Le tesi ricalcheranno con molta probabilità quelle già proposte nella prima richiesta, ritenute insussistenti dal giudice Ezia Maccora.

Gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni cercheranno nuovamente di smontare quello che per l'accusa costituisce il «faro dell'indagine», ovvero il Dna trovato su corpo di Yara, citando nuovamente gli estratti della relazione dei Ris del 2011 potenzialmente più favorevoli al loro assistito, ovvero quelli che pur chiari dal punto di vista scientifico potrebbero prestarsi a diverse interpretazioni da quello giuridico.

«Una logica prettamente scientifica - scrivevano i Ris nelle conclusioni riportate nell'istanza - che tenga conto dei non pochi parametri che si è tentato di sviscerare in questa sede, non consente di diagnosticare in maniera inequivoca le tracce lasciate da ignoto 1 sui vestiti di Yara».

I legali riportano anche quella parte della relazione in cui è scritto che «pare quantomeno discutibile come ad una eventuale degradazione proteica della traccia non sia corrisposta una analoga degradazione del Dna». Questo per sottolineare come per la difesa il Dna «non sia un elemento così scevro da dubbi, tanto da essere individuato sempre dai medesimi Ris come 'quantomeno discutibile.

«In buona sostanza - sè la posizione dei legali di Bossetti - a parere della scrivente difesa, le enunciate certezze scientifiche paiono espresse secondo un criterio di ragionevolezza, principio più tipico del disquisire giuridico che dell'argomentare scientifico.

Ma nell’ordinanza con la quale il gip ha rigettato l’istanza di scarcerazione, si ricorda come i Ris medesimi ritengano il profilo di ignoto 1 ottimale in quanto trovato sugli slip e quindi in un luogo più protetto. «La relazione scientifica del Ris e quella del medico legale danno atto della difficoltà oggettiva incontrata nell’espletamento dell’incarico loro affidato a causa dell’esposizione prolungata del corpo della vittima alle intemperie. Ciò detto, i risultati a cui giungono tali accertamenti tecnici, non possono essere messi in discussione, in assenza di specifiche argomentazioni scientifiche contrarie. Dagli atti risulta essere stata isolata una sola traccia che è stata definita nella relazione tecnica di “ottima qualità”. La relazione scientifica del Ris e quella del medico legale danno atto della difficoltà oggettiva incontrata nell’espletamento dell’incarico loro affidato a causa dell’esposizione prolungata del corpo della vittima alle intemperie. Ciò detto, i risultati a cui giungono tali accertamenti tecnici, non possono essere messi in discussione, in assenza di specifiche argomentazioni scientifiche contrarie».

© riproduzione riservata