Venerdì 13 Giugno 2008

Zone 30, più sicurezza Ma con polemiche

Sono a buon punto i lavori di realizzazione delle zone 30 in città. Chiusi i cantieri di Monterosso, Campagnola e Redona, a Colognola e Longuelo mancano soltanto alcune opere di completamento e la segnaletica. Partiranno nei prossimi giorni, invece, i lavori a San Tomaso de’ Calvi. Tempo di un primo bilancio, dunque, passeggiando tra marciapiedi allargati e nuove aiuole per vedere l’effetto che fa. Un aspetto salta subito all’occhio: il tentativo di rallentare la corsa delle auto, nella nostra città, è passato attraverso interventi infrastrutturali significativi, che pongono un ostacolo fisico a chi vuole premere troppo l’acceleratore. Dossi, rotonde, attraversamenti pedonali rialzati, aiuole sporgenti o poste come spartitraffico al centro della carreggiata, ampi marciapiedi e piste ciclabili: tutto contribuisce a comunicare il senso di una mobilità che punta a dare spazio ai pedoni, imponendo d’ufficio all’automobilista il rispetto del limite dei 30 km orari.«L’ostacolo meglio del cartello»«Abbiamo scelto di intervenire in questo modo perché l’infrastruttura garantisce maggiore probabilità di successo rispetto al semplice cartello – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Carlo Fornoni –. A Bergamo esistevano già delle zone 30 soltanto formali, ma non sono molto rispettate. È una questione di mentalità: un intervento che si limitasse alla modifica della segnaletica verrebbe rispettato forse dal 5% degli automobilisti». Fornoni aggiunge che la via scelta è comunque «soft: non abbiamo sposato la tesi di interventi radicali, che impedissero fisicamente di andare a più di 30 all’ora, anche perché questo avrebbe avuto forti controindicazioni anche per il trasporto pubblico e le biciclette. Abbiamo cercato un punto di equilibrio tra diverse esigenze». Qualche sistemazione è in corso anche in questi giorni: «Rimangono alcuni dossi da addolcire con l’asfaltatura, ma il maltempo dell’ultimo mese ha costretto a rimandare l’operazione».I punti criticiCerto, su alcune strade di grande scorrimento l’impatto degli interventi sulla circolazione non manca di suscitare lamentele: «La carreggiata su viale Giulio Cesare è stata ristretta al punto che quando si ferma un pullman o arrivano i camion per il rifornimento del supermercato, si blocca tutto il traffico», osserva l’edicolante di Monterosso. Problema simile a Longuelo, lungo l’asse che conduce a Ponte San Pietro: «Via Longuelo è una strada di passaggio, in alcuni orari molto trafficata – spiega la titolare del negozio di fiori che si affaccia sulla via –; con i restringimenti che sono stati introdotti, bastano un’auto in attesa di svoltare o un bus che si arresta alla fermata per creare incolonnamenti». Alcuni automobilisti poi lamentano il rischio di danneggiamento dei veicoli prodotto dai dossi e, nel caso di Colognola, dalle due colonnine di cemento poste all’ingresso di via Rampinelli per proteggere i pedoni, che rendono il passaggio piuttosto angusto. Quasi una gimkana anche le vie Rossini e Puccini, a Longuelo, dove le auto procedono a zig-zag tra parcheggi e aiuole sporgenti.Più sicuri, ma con meno parcheggiUn ulteriore punto di contestazione è rappresentato dai parcheggi, soprattutto a Monterosso: «Ne hanno tolti molti, e questa è una zona dove gran parte dei residenti non ha un garage» spiega una abitante. Se diversi sono dunque i problemi segnalati, non mancano comunque i commenti positivi: molti residenti non nascondono la soddisfazione per i lavori che hanno messo in sicurezza marciapiedi e attraversamenti pedonali nei dintorni di luoghi sensibili come le scuole, le chiese, i parchi (il «Turani» di Redona è ora affiancato da un ampio percorso ciclopedonale), gli oratori, i centri per la terza età. «Da quando hanno fatto i lavori, lascio andare mio figlio a scuola da solo, mentre prima non mi fidavo» afferma una mamma di Monterosso. A Longuelo, due donne attraversano tranquille la strada: «Con il rialzamento delle strisce sono aumentate le auto che danno la precedenza ai pedoni». A Redona commenti positivi da residenti e negozianti sul senso unico in via Marzanica, che ha ridotto il rumore rendendo la via più tranquilla. Un’opportunità per tuttiConsapevole che «tutto si può migliorare», ma soddisfatta dei risultati finora ottenuti l’assessore alla Mobilità di Palafrizzoni Maddalena Cattaneo: «Abbiamo fatto un grande passo avanti a favore della sicurezza. Credo che la stragrande maggioranza dei residenti dei quartieri sia soddisfatta degli interventi realizzati». E sul grande cambiamento impresso all’aspetto delle strade osserva: «L’intento non è di penalizzare chi utilizza l’auto, bensì garantire pari opportunità a tutti gli utenti. È giusto che pedoni, ciclisti e automobilisti abbiano ciascuno un proprio spazio in cui circolare, nella reciproca tolleranza, senza che uno prevalga sull’altro. Anche perché, in momenti diversi, siamo tutti pedoni, ciclisti e automobilisti».(13/06/2008)

r.clemente

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