Le stampanti 3D
entrano anche in casa

Stampanti 3D arma di rivoluzione di massa del modo di fare impresa. Sono quasi infatti 27.000 (esattamente sono 26.800) le stampanti 3D vendute in tutto il mondo nei primi tre mesi 2014.

Le stampanti 3D entrano anche in casa
Stampamte 3D in azione

Stampanti 3D arma di rivoluzione di massa del modo di fare impresa. Sono quasi infatti 27.000 (esattamente sono 26.800) le stampanti 3D vendute in tutto il mondo nei primi tre mesi 2014.

Complici i maker, complici i giovani artigiani digitali ma soprattutto le nuove vie della sperimentazione industriale, è ormai certa l’apertura delle porte alla terza rivoluzione industriale. Il dato è stato diffuso dalla rivista on line Applicando.com citando a sua volta uno studio di Canalys. Ma attenzione, la novità che emerge è anche un’altra.

Nel rapporto, infatti, si sottolinea che se è vero che la quota più significativa riguarda il mondo delle imprese, dal micro business alle grandi organizzazioni, è altrettanto vero che il mondo consumer si dimostra sempre più interessato alla stampa 3D e ai suoi utilizzi, visto che il 46 per cento delle macchine sono ormai installate presso l’utenza domestica.

È chiaro, sottolinea Canalys, che il crescente interesse del mondo consumer verso la stampa 3D va di pari passo con la crescente disponibilità di dispositivi a prezzi accessibili. Non c’è dubbio infatti che le potenzialità della tecnologia per il mondo business, in particolare per le attività di prototipazione e per la produzione personalizzata, non potranno che promuoverne in misura sempre maggiore l’adozione nelle imprese, parimenti una forte spinta è ormai attesa proprio nell’ambito amatoriale: sono gli hobbisti e i cosiddetti early adopter che beneficeranno dell’effetto downpricing per una adozione sempre più massiva.

Alcuni dati: il 67 per cento delle stampanti vendute nei primi tre mesi di quest’anno ha un prezzo, tasse escluse, inferiore ai 10.000 dollari, ma i modelli consumer di base facilmente oggi si posizionano nell’orbita del 1.000 dollari. E sono proprio i progetti di crowdfunding che oggi lasciano intravedere una non remota possibilità di dispositivi con prezzi inferiori ai 500 dollari.

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