Martedì 15 Dicembre 2009

Edilizia: il rischio della crisi
è che sopravviva chi imbroglia

All'EdilForum di Seriate si è tenuto il convegno «La patria fragile» inerente l'ediizia nella Bergamasca per tentare di capire come effettivamente stia il mattone di casa nostra dopo la batosta globalizzata della crisi. A organizzare l'incontro le tre forze sindacali di categoria, la Fillea-Cgil, la Filca-Cisl e la Feneal-Uil con la presenza dei segretari nazionali, nell'ordine Walter Schiavella, Domenico Pesenti e Fabrizio Pascucci.

La riflessione comune è stata preceduta da un documentario girato da Alessandro De Lisi, giornalista siciliano residente a Sotto il Monte e consulente della Commissione parlamentare antimafia. Nel filmato una panoramica del «chilometro rosso», l'esempio di un muratore di Valgoglio che lavora nel milanese per uno stipendio che ritiene giusto (1.700 euro al mese con gli straordinari), la Valle Seriana colpita nella sua tradizione manufatturiera che deve mutare il tessuto lavorativo e la necessità di mantenere alta la guardia su sicurezza e professionalità.

Secondo una visione comune, la crisi si può arginare sbloccando gli appalti, allentando il patto di stabilità degli enti locali che attualmente non consentono investimenti e sfruttando le grandi opere come la Brebemi ed eventi clou come il prossimo Expo.

Bisogna però stare molto attenti alle infiltrazioni della malavita organizzata tutelando le imprese serie. «Bisogna finanziare regolarità e legalità nell'edilizia - ha sottolineato Pesenti -. Il grosso rischio della crisi è che sopravvivano imprese che non rispettano le regole danneggiando il comparto. Solo le imprese regolari devono ricevere lavoro».

Paolo Ferretti dell'Ance Bergamo: «Ci sono le imprese serie e le imprese dei furbetti che fanno concorrenza sleale con l'evasione dei contributi, il lavoro in nero e il mancato sostegno alla sicurezza. Per evitare ciò, si deve regolamentare l'accesso al settore».

Infine, l'appello finale è stato concentrato sull'unità tra i sindacati, sulla responsabilità delle banche e sulle scelte determinanti della politica.  

m.sanfilippo

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