Martedì 23 Febbraio 2010

Lavorare nei centri commerciali
Filcams: stress e orari difficili

Più stress, difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, pessima condizione lavorativa dei precari. Sono le conclusioni alle quali è giunta una ricerca commissionata dalla Filcams-Cgil e condotta da Ada Franchi, ricercatrice che collabora con l'Università di Bergamo, su un campione di 20 delegati sindacali della grande distribuzione, chiamati a rispondere a domande sui tempi di lavoro e la qualità della vita nell'ambito occupazionale.

Questo l'identikit dei 20 delegati: 12 donne e 8 uomini; età compresa tra i 26 e i 60 anni: sposati o conviventi; più della metà ha uno o due figli. Il titolo di studio posseduto va dalle media inferiore al diploma di scuola superiore; l'inquadramento va dalla cassiera al magazziniere, con contratto a tempo indeterminato;orario di lavoro full-time per 12 dipendenti.

Le maggiori criticità evidenziate dall'indagine riguardano l'orario di lavoro.I problemi sorgono per coloro che, in assenza di una contrattazione di secondo livello, conoscono il proprio orario lavorativo di settimana in settimana. L'orario, inoltre, non è praticamente mai negoziabile né programmabile. «La maggioranza degli intervistati – dice Ada Franchi - sostiene che vi è un'insoddisfazione diffusa tra i collegi. Per il part-time emerge che i lavoratori che lo hanno scelto (o subìto) spesso hanno turni peggiori o orari più flessibili rispetto agli altri. Inoltre il lavoro domenicale pesa, soprattutto perché non permette di passare tempo con la propria famiglia. Tuttavia, secondo più della metà degli intervistati, visto che tale formula va sempre più affermandosi, non ha senso rifiutarla a priori».

a.ceresoli

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