Martedì 30 Marzo 2010

Alla «Nicotra» di Zingonia
altro sciopero di quattro ore

Dopo quasi 6 mesi dall'inizio del negoziato, i lavoratori della Nicotra di Zingonia rivendicano ancora una volta il diritto al rinnovo dell'integrativo: martedì mattina in assemblea, insieme alle organizzazioni sindacali, hanno deciso di tornare allo sciopero (come ad inizio mese), proclamando un pacchetto di 4 ore per tentare di spingere in avanti la trattativa aperta sul contratto integrativo, scaduto nel dicembre 2007 e prolungato solo per il 2008 con un accordo ponte.

La Nicotra, fabbrica metalmeccanica che produce ventilatori industriali, occupa 188 lavoratori (a cui si aggiungono una dozzina di precari) nello stabilimento di Zingonia e una trentina di lavoratori a Lurano (più una quindicina di precari). Martedì mattina in assemblea, i lavoratori hanno valutato «negativamente le richieste aziendali, in particolare la richiesta di flessibilità degli orari di lavoro per come l'ha formulata l'azienda».

In una nota diffusa alla fine dell'assemblea le Rappresentanze Sindacali Unitarie, inoltre, scrivono che «è opportuno definire un premio di risultato e l'aumento del suo massimale e fare in modo che contenga una parte consolidata; definire un percorso di graduale armonizzazione economica tra i lavoratori dei due diversi siti produttivi di Lurano e Zingonia; definire regole di stabilizzazione dei lavoratori precari».

Le ore di sciopero verranno programmate dalle RSU in base all'andamento del confronto con l'azienda, a partire già dal primo incontro del 31 marzo (dalle 14 alle 15). «Quello che chiediamo - spiega Claudio Ravasio della Fiom-Cgil di Bergamo - è che venga aumentato il premio e che una sua parte sia consolidata, cioè divenga fissa. Per quanto riguarda l'armonizzazione economica, è opportuno che anche i lavoratori dell'unità produttiva più piccola, quella di Lurano, si vedano accordare gradualmente un premio di produzione che i loro colleghi di Zingonia già percepiscono.

A proposito dei precari, la nostra proposta è quella di inserire all'interno dell'accordo un meccanismo di stabilizzazione che porterebbe i precari, dopo un periodo di permanenza di 15 mesi continuativi o frazionati, a maturare il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato».

k.manenti

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