Venerdì 02 Aprile 2010

La nautica bergamasca
fatica a ritrovare la rotta

Si stenta a trovare la rotta per ripartire verso nuovi obiettivi di business, ma soprattutto per sopravvivere alla lunga burrasca. La nautica orobica e la sua filiera, settore vitale nella nostra provincia, navigano ancora a vista dopo aver archiviato un 2009 di profonda crisi che mai il settore aveva conosciuto nella sua storia e che ha portato numerose realtà produttrici di imbarcazioni di prestigio e qualità a ricorrere agli ammortizzatori sociali e a piani strategici di riorganizzazione indispensabili per fronteggiare la brusca frenata del mercato nautico.

I numeri del resto parlano chiaro, con crolli nei volumi d'affari che nel 2009, rispetto all'anno precedente, hanno sfiorato il 40% in meno, sia nel settore delle imbarcazioni che in quello degli accessori.

«Ma la percezione che si ha è che la nautica orobica tenga, malgrado un mercato che aveva iniziato a fermarsi già dal secondo semestre del 2008», sottolinea Giorgio Besenzoni, rappresentante del comparto «Produzione» di Ucina di Genova, l'Unione nazionale dei cantieri e delle industrie nautiche e affini e dirigente della Besenzoni Spa, azienda con 145 dipendenti che produce accessori con sede a Sarnico.

Prosegue Giorgio Besenzoni: «Per molte realtà i numeri economici dell'anno 2009 sono stati negativi. In questi primi mesi del 2010 si naviga a vista, ma non mancano timidi segnali di ripresa accompagnati da nuove commesse, anche se è presto per tornare a respirare aria di crescita».

Le più importanti aziende orobiche hanno conosciuto, chi più chi meno, mesi difficili. A partire dai Cantieri Riva di Sarnico, oltre 180 dipendenti, storico brand del gruppo romagnolo Ferretti. Da gennaio e per l'intero anno l'azienda di Sarnico e con sede produttiva anche a La Spezia dove operano 100 addetti, è interessata dal ricorso alla cassa integrazione straordinaria, con esuberi vicini alle 100 unità per i due stabilimenti e incentivi all'esodo.

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r.clemente

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