Bergamo, riprende la produzione
Congiuntura in miglioramento

I primi tre mesi del 2010 confermano la ripresa del ciclo della produzione manifatturiera in provincia di Bergamo, avviatasi nell'ultimo trimestre del 2009. I segnali positivi sono molteplici e coerenti: il miglioramento della dinamica congiunturale è presente nei dati della produzione dell'industria e dell'artigianato, del fatturato, degli ordinativi, del tasso di utilizzo degli impianti, dei livelli delle scorte e delle aspettative delle imprese.

La variazione trimestrale della produzione nell'industria (+0,4%) è inferiore al dato medio regionale (+3,1%) ma conferma l'avvio di un graduale percorso di uscita dalla recessione che aveva avuto una prima conferma per l'industria bergamasca nell'ultimo scorcio del 2009 (+1,2% nel trimestre). L'indice della produzione è invece ancora di poco inferiore (-0,3%) ai livelli di un anno fa, quando si era ancora nel pieno della recessione.

La minore intensità della crescita tra gennaio e marzo 2010 rispetto agli ultimi tre mesi del 2009 e allo stesso dato medio regionale può essere dovuta, al netto della più ampia variabilità del dato provinciale, alle caratteristiche di questa fase del ciclo: la ripresa degli scambi internazionali e della stessa domanda interna stanno interessando i settori produttori di beni intermedi e non ancora pienamente il comparto dei beni d'investimento, nel quale l'industria bergamasca ha un'elevata concentrazione d'imprese.

Per Bergamo questo significa che la ripresa non è ancora robusta nel settore decisivo della meccanica, nonostante il sensibile miglioramento delle prospettive. Si tratta di un fenomeno consueto – il mutamento del ciclo e il risveglio della domanda si riflette prima sui beni di consumo e intermedi e solo in ultimo sui beni d'investimento -, ma potrebbe anche indicare una maggiore incertezza su modi e tempi di ritorno ai livelli ritenuti “normali” di domanda e produzione e quindi un indebolimento di più lungo periodo degli investimenti.

La distanza dai livelli produttivi precedenti alla crisi finanziaria (siamo a -12% sulla quota di inizio 2008) resta ampia e induce a valutare con molta cautela ritmo e prospettive della ripresa in corso. L'occupazione non sta reagendo agli impulsi del ciclo, anche se qualche timido miglioramento si scorge nella graduale riduzione delle ore utilizzate di Cassa Integrazione (mentre quelle richieste e autorizzate, secondo i dati INPS, sono ancora in aumento) e in una relativa attenuazione della caduta degli addetti. La domanda di lavoro risponde in genere con alcuni trimestri di ritardo alle fluttuazioni cicliche, ma è anche probabile che la profondità senza confronti della recessione accresca l'incertezza sulla scala di produzione e i conseguenti livelli occupazionali su cui le imprese dovranno riposizionarsi.

La perdita complessiva di addetti nel biennio di crisi, dal I trimestre 2008 al I trimestre 2010, che si può desumere dal campione dell'indagine congiunturale risulta per l'industria di Bergamo pari al -6,3% (-5,5% in Lombardia). Nonostante la ripresa sia più marcata nelle medie industrie rispetto alle piccole, l'artigianato manifatturiero a Bergamo mette a segno un buon risultato nel primo trimestre del 2010 (+2,8 la variazione congiunturale), migliore rispetto al dato medio regionale ma ancora al di sotto (-1,6%) dei livelli di un anno fa. Si registra anche un leggero progresso dell'occupazione, più sostenuto rispetto alla media lombarda. Restano tuttavia molto caute, con una leggera prevalenza dei pessimisti, le aspettative degli artigiani bergamaschi sulla congiuntura del prossimo trimestre.

Nel commercio e nei servizi, i segni di ripresa sono molto più labili, come conseguenza di una dinamica dei consumi ancora negativa. Nel commercio a Bergamo le vendite sono ancora distanti (-2,5%) dai livelli già non elevati di un anno fa. Qualche relativo miglioramento, con dinamica in recupero negli ultimi trimestri, è presente nel commercio al dettaglio non alimentare e nel commercio non specializzato, cioè nella distribuzione moderna. Gli addetti delle imprese commerciali risultano in calo (-0,5%) per il quarto trimestre consecutivo. Nelle costruzioni e nell'edilizia il quadro è negativo. Nei servizi qualche spunto di miglioramento compare in attività più vicine al ciclo della manifattura – come i trasporti e il commercio all'ingrosso. I servizi alle persone e i servizi di ristorazione e turistici registrano ancora fatturati in calo.

Dagli altri servizi alle imprese dati ancora in flessione. Nel complesso dei servizi – che nell'indagine congiunturale include anche l'edilizia – il giro d'affari è in calo del -2,6% rispetto all'anno precedente. Gli addetti nell'insieme delle attività dei servizi sono in leggera riduzione (-0,2%) nel trimestre. La flessione più consistente si registra nelle costruzioni e negli altri servizi. Modesto il calo degli addetti nel commercio all'ingrosso. Nei rimanenti servizi la dinamica degli addetti è positiva, con valori più pronunciati nell'informatica e telecomunicazioni e nei servizi alle persone.

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