Venerdì 23 Luglio 2010

Tenaris Dalmine recupera
E' l'ora degli investimenti

L'«annus horribilis» è alle spalle anche per Tenaris Dalmine. Nei primi sei mesi del 2010 l'attività produttiva si è ripresa e anche se il tubificio non è tornato ai volumi forse irripetibili degli anni d'oro, si è però già allineato ai livelli previsti dal piano industriale varato a fine 2009. «Il miglioramento è legato a una serie di eventi - spiega l'amministratore delegato Vincenzo Crapanzano -. Il cambio euro-dollaro, più favorevole del previsto, ha avuto effetti diretti e indiretti positivi per le nostre esportazioni, relative in particolare ai prodotti più sofisticati, e per le forniture a clienti che esportano. I dazi imposti ai tubi cinesi, che vendevano in dumping (vendite sotto costo NdR), sia in Europa (dal 18% al 40%), sia in America (dove superano anche il 100%), hanno consentito una migliore tenuta anche per i prodotti a minor valore aggiunto, come, ad esempio, quelli di Piombino. Un altro spunto positivo è arrivato dalla risalita, più rapida delle attese, del prezzo del petrolio che ha stimolato il settore dell'energia, il comparto che è calato meno ed ha anche ricominciato a crescere per primo».

Nel settore industriale la situazione è diversificata. «Inizialmente c'è stata una ripresa della domanda, ora stabilizzata, nel comparto auto, anche per la ricostituzione di scorte; adesso sta crescendo il movimento terra: di questo hanno beneficiato i prodotti a freddo di Costa Volpino - continua Crapanzano -. Soffrono ancora invece la produzione per la meccanica generica di Arcore e quella delle bombole di Sabbio, per la riduzione dell'attività industriale e per la concorrenza cinese che a Dalmine si sente sulle dimensioni grandi e quindi sulla produzione dell'Expander».

Questa combinazione di fattori ha comportato che la produzione Tenaris Dalmine scesa nel periodo della crisi da 75 mila a 30 mila tonnellate al mese, si sia riportata adesso a 50-55 mila. Un po' meno accentuato il rimbalzo delle spedizioni, perché la produzione è stata aumentata anche per creare stock in vista della prossima fermata lunga degli impianti, e quindi della produzione, per consentire gli interventi strategici per il recupero di efficienza. Si inizia ad agosto con la fermata per otto settimane dell'acciaieria.

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e.roncalli

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