Martedì 23 Novembre 2010

Barcella sugli investimenti stranieri
serve un «contratto regionale»

Un contratto regionale per attirare gli investimenti stranieri in Lombardia. È la proposta che il presidente di Confindustria Lombardia, il bergamasco Alberto Barcella, ha lanciato a Cernobbio durante i lavori della quarta edizione degli Stati generali di Confindustria Lombardia. «Internazionalizzarsi - ha detto Barcella - è anche essere terminali di internazionalizzazione. Per troppo tempo la nostra società ha guardato con diffidenza gli insediamenti dall'estero perché portatori di logiche in contrasto con comodi meccanismi corporativi. Abbiamo perso occasioni di lavoro e sviluppo, rinunciato ad acquisire tecnologie e innovazione organizzativa. Così la traiettoria degli investimenti esteri è passata, e passa, in larghissima misura al di là delle Alpi».

Certo, esistono alcuni handicap: infrastrutture insufficienti, burocrazia opprimente, costi energetici esorbitanti, ma per il presidente di Confindustria Lombardia in parte sono compensati dalle qualità dell'apparato produttivo lombardo. Tuttavia, «senza certezza delle regole e dei tempi di autorizzazione degli investimenti, in altri termini, senza trasparenza, rapidità e responsabilità della nostra burocrazia, la bilancia finisce per pendere quasi sempre contro la decisione di investire qui. Ogni opportunità persa è un vantaggio ceduto a una regione vicina. Posti di lavoro e valore che vanno altrove». E questo accade mentre «le regioni del mondo stanno facendo sforzi enormi per portare investimenti di qualità nei propri territori: basti pensare alle grandi piattaforme sulle nuove tecnologie in Cina o in Russia o, per parlare di casi a noi più vicini, a quanto il governo francese sta facendo con i poli di competitività».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 23 novembre

fa.tinaglia

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