Martedì 01 Febbraio 2011

Allarme di Coldiretti Bergamo:
è crisi profonda per i suinicoltori

Il settore suinicolo è in forte difficoltà a causa degli elevati costi di produzione, che in questi ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale, ma anche per il fatto che nel nostro Paese tre prosciutti su quattro sono spacciati come Made in Italy, anche se in realtà sono ottenuti da maiali stranieri.

“Per affrontare questa situazione e sostenere uno dei comparti principali della nostra agricoltura – spiega il presidente di Coldiretti Bergamo Giancarlo Colombi - abbiamo avviato un percorso di confronto e dibattito sul territorio per elaborare un piano finalizzato a ridare slancio e prospettive agli allevamenti alle prese con una crisi senza precedenti, che dura ormai da anni e al momento non lascia intravedere alcun spiraglio di luce. I costi di produzione sono praticamente lievitati mentre i ricavi hanno subito una costante diminuzione, una situazione che sta portando gli allevamenti vicini al collasso. Anche la mancanza di chiarezza sull'origine dei prodotti ha influito pesantemente. Per avere una legge sull'etichettatura ci sono voluti oltre dieci anni e perdite stimate in 5 miliardi a causa delle psicosi generate nei consumi dagli allarmi sanitari, come quello scoppiato recentemente in Germania che ha avuto effetti negativi anche sugli allevatori italiani di maiali. Ora che abbiamo ottenuto la legge dobbiamo batterci affinché l'approvi anche l'Unione Europea”.

L'ultimo quinquennio è stato particolarmente negativo per i suinicoltori, con costi di produzioni mediamente ben più alti rispetto ai prezzi di vendita. Si stima che nel 2010, a causa dell'impennata dei prezzi dei cereali, il costo di produzione sia aumentato di oltre il 10%. Mediamente si calcola che lo scorso anno il costo medio di produzione sia stato di 1,43 € al kg a fronte di un prezzo medio di 1,23 € al kg. In provincia di Bergamo gli allevamenti, professionali e non, sono circa duecentocinquanta (da ingrasso, ciclo chiuso e ciclo aperto) e sono in gran parte localizzati nella bassa pianura.

“La definitiva approvazione della legge che impone l'origine in etichetta è una grossa opportunità per i suinicoltori – sottolinea il direttore di Coldiretti Bergamo Lorenzo Cusimano -; il provvedimento sta ora entrando nel vivo e proprio il due febbraio inizierà il primo confronto sulle modalità attuative per l'etichettatura della carne di maiale e degli insaccati. In questi anni la mancanza di trasparenza ha pesato molto sul settore ma anche sui consumatori che spesso hanno comprato e pagato prodotti spacciati per italiani che però di italiano non avevano nulla. Questo falso Made in Italy ha generato una concorrenza sleale e ha contribuito enormemente a mettere i nostri allevatori in ginocchio”.

La crisi della suinicoltura è dovuta anche alle inefficienze, alle furbizie e alle speculazioni che si verificano lungo la filiera agroalimentare e che portano a sottopagare la produzione agricola. La Coldiretti sta promuovendo un progetto per una filiera agricola tutta italiana con l'obiettivo di tagliare le intermediazioni e arrivare ad offrire in Italia e all'estero prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo attraverso la rete di Consorzi Agrari delle cooperative e delle imprese agricole.

e.roncalli

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