Mercoledì 13 Aprile 2011

L'etica in economia
Non c'è, ma servirebbe

Gli affari sono affari. Ma, specie dopo le stangate prese nell'ultimo decennio, il cittadino consumatore chiede moralità anche nelle questioni di soldi. Lo rivela l'indagine commissionata da Banca Etica a Demos e coordinata da Ilvo Diamanti, che sarà presentata giovedì a Bergamo in una giornata di studio organizzata dall'Università.

Per il cliente, le banche non dovrebbero perseguire solo il profitto, ma anche agire a favore della società e del territorio, essere attente alle conseguenze sociali e ambientali delle attività e essere trasparenti nei finanziamenti e negli investimenti.

Tre intervistati su quattro sostengono che l'etica in economia è inesistente e temono che la crisi non abbia insegnato niente. La fiducia nelle banche è molto bassa, sia per i comportamenti nei confronti dei clienti, sia per l'esosità dei servizi, sia per la scarsa trasparenza. Soprattutto, l'inchiesta rivela che le banche , nella percezione dei cittadini, non aiutano lo sviluppo del territorio perché il credito viene concesso in modalità «piove sul bagnato».

La ricerca fa emergere però che le persone più sensibili all'etica sono anche quelle che più credono al mercato. Banca Etica, committente della ricerca, è nata sul presupposto che più etica significhi un'economia migliore e non il contrario. Metà dei cittadini intervistati sostiene che l'etica deve avere uno spazio nel mondo della finanza (51%).

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a.ceresoli

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