Sabato 30 Aprile 2011

Ubi, oggi l'assemblea. Zanetti:
«Restiamo radicati al territorio»

Il 2010 «si è rivelato per tutto il sistema bancario ancora un anno difficile». Lo dice il presidente del consiglio di gestione di Ubi Banca, Emilio Zanetti: «I risultati economici conseguiti nell'ultimo esercizio appaiono nel complesso modesti per il sistema e per noi - dice - ma il gruppo non è stato inerte: sono stati anni durissimi in cui si è lavorato per il contenimento dei costi, mentre non è stato possibile espandere i ricavi nel modo previsto a causa dei tassi bassi e della crisi che ha investito l'intera economia. Ho comunque l'impressione che il fondo sia stato toccato e sia in atto una ripresa che ci consentirà minori rettifiche sui crediti e una crescita dei ricavi».

Questo per il futuro, ma intanto l'assemblea di sabato 29 aprile esaminerà una riduzione del dividendo. «Siamo stati costretti - continua Zanetti -. Ma confermiamo la nostra vocazione di banca popolare radicata nel territorio, impegnata a creare valore per i clienti e che non ha fatto mancare il suo sostegno all'economia dato che, nonostante la crisi, gli impieghi sono aumentati, specialmente verso le Pmi che sono l'ossatura del nostro sistema produttivo e la base della nostra clientela. Superato il momento generale di grande crisi pensiamo di poter tornare a creare valore per i soci con una più soddisfacente remunerazione dell'investimento».

Ma il rafforzamento patrimoniale è un requisito indispensabile per continuare a far banca nel modo tradizionale, dando sostegno ad un'economia che sta superando la crisi.

Sul calo del titolo Zanetti osserva: «La quotazione è estremamente sacrificata, con una capitalizzazione che esprime un valore inferiore addirittura al patrimonio netto tangibile. C'è una sottovalutazione diffusa del sistema bancario, che il mercato ha penalizzato oltre misura per le difficoltà incontrate nell'incremento dei ricavi».

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a.ceresoli

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