Mercoledì 08 Giugno 2011

Mazzoleni, i Cavalieri del lavoro:
«Bergamo è stata ignorata»

Bilancio di metà mandato, linee programmatiche per il prossimo triennio, nomina dei nuovi vicepresidenti, indagine su Bergamo e i bergamaschi, presentazione del nuovo portale internet dell'associazione, premi alle aziende associate da più di 50 anni, consegna dei riconoscimenti ai dipendenti segnalati dalle imprese per capacità ed eccellenza.

È ricco il programma dell'assemblea privata (in realtà per metà pubblica) di Confindustria Bergamo che si terrà venerdì pomeriggio in Fiera. Il presidente Carlo Mazzoleni, a metà del mandato quadriennale, presenterà il bilancio di sostenibilità 2010, rendiconto dell'attività svolta, e le linee programmatiche: «Abbiamo gestito due anni di crisi molto pesante. Ora ci poniamo in un'ottica di un biennio dove speriamo di poter ragionare più sulla ripresa e su un nuovo modello di sviluppo».

Anche Confindustria Bergamo ha cambiato la sua missione: da semplice «erogatrice di servizi» a partner attivo delle aziende, ad esempio nei bandi dei progetti di ricerca o nel laboratorio per la crescita d'impresa.

Nei confronti della politica, Mazzoleni ha qualche rimostranza, e precisamente sull'assegnazione delle onorificenze di Cavaliere del lavoro. Anche quest'anno, infatti, Bergamo è rimasta a bocca asciutta. «Noto con dispiacere che Bergamo continua ad accumulare crediti nei confronti di questo importante riconoscimento. La nostra provincia esprime grandissimi esponenti dell'imprenditoria sicuramente meritevoli di questo titolo, e invece prevalgono logiche da manuale Cencelli».

Mazzoleni non fa nomi ma il pensiero corre a Roberto Sestini, Tito Lombardini, Angelo Radici, Antonio Percassi. Da una parte - dice Mazzoleni - tra i «cav» ci sono troppi manager, dall'altra territori come Bergamo risultano penalizzati.

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r.clemente

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