Giovedì 09 Giugno 2011

Graf Italia chiude un reparto
Mobilità per 15 lavoratori su 29

Procedura di mobilità per 15 lavoratori su 29 alla Graf Italia srl di Bergamo. Lo ha annunciato la stessa azienda alle organizzazioni sindacali. «La Società è presente a Bergamo sin dal 1925 - recita una nota della Graf Italia - e ha vissuto gli straordinari anni del boom economico contribuendo con i propri prodotti alla nascita e all'espansione delle aziende tessili in tutta la nostra provincia».

«Tutte le filature bergamasche - continua la nota - sono nostre clienti da decenni e con loro condividiamo con orgoglio quel formidabile momento dl crescita che ha interessato la nostra realtà territoriale. La crisi che dal 2007 ha investito il nostro settore industriale ha causato la chiusura di moltissime realta storiche e prestigiose, di fatto dimezzando il nostro fatturato. Il 2011 ha visto l'avvio di un parziale recupero dell'attivita, ripresa comunque inserita in un orizzonte non chiaro e contraddistinto da segnali contrastanti».

«Nel corso dell'ultimo biennio la Società ha posto in essere tutta una serie di iniziative volte al contenimento dei costi. Tuttavia i risparmi conseguiti non sono dell'ampiezza necessaria a ripristinare l'equilibrio finanziario e quindi la direzione aziendale si vede costretta ad orientare tutti i propri sforzi su operazioni straordinarie di riassetto, in particolare nella chiusura di un intero reparto produttivo e nel parziale ridimensionamento del personale impiegatizio».

A fronte di ciò Graf Italia ha «deciso di concentrare l'attivita sulla sola distribuzione dei ricanibi a marchio Graf, consolidando nel contempo l'operatività dell'officina di servizio per cappelli e cilindri cardatori a disposizione dei clienti italiani. Continuiamo altresi nello sviluppo e nell'espansione sui mercati internazionali di tutta l'attività di fabbricazione di apparecchiature dì manutenzione. Con l'esaurirsi del periodo massimo di fruizione della CIGS previsto dalle norme vigenti (luglio 2011), l'Azienda si trova nella necessità di avviare così la procedura di mobilità. La prossima settimana, si incontreranno le organizzazioni sindacali territoriali e insieme si valuteranno tutte le possibili misure di protezione sociale dei lavoratori che potranno essere messe in atto».

e.roncalli

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