Domenica 04 Settembre 2011

Cgil pronta per lo sciopero
«In silenzio gli altri sindacati»

Per lo sciopero generale di otto ore di martedì, la Cgil di Bergamo ha organizzato una manifestazione a Bergamo, con partenza del corteo dei partecipanti dalla stazione delle Ferrovie. Alla concentrazione in piazzale Marconi – ha precisato Giuseppe Mascioli, segretario organizzativo della Cgil di Bergamo, durante la presentazione della mobilitazione – confluiranno con nove autobus i lavoratori provenienti da Val Brembana (con partenza da San Giovanni Bianco), Val Seriana (da Clusone), dall'Isola (da Terno d'Isola), dalla Bassa (con tre mezzi da Treviglio, Caravaggio e Romano di Lombardia), da Grumello del Monte, Trescore Balneario e Dalmine.

Il corteo, dopo il concentramento alle 9,30, si snoderà per viale Papa Giovanni per poi proseguire per via Camozzi (con sosta davanti alla sede di Confindustria) e via Tasso (davanti alla Prefettura), per concludersi in piazza Vittorio Veneto, dove ci saranno gli interventi del segretario provinciale della Cgil, Luigi Bresciani, del sindaco di un piccolo comune della provincia e di un attivista sindacale. Le conclusioni sono affidate ad Alberto Morselli, segretario nazionale della Filctem Cgil.

«Le ragioni dello sciopero sono note – commenta il segretario Bresciani – e vanno individuate nelle due manovre ingiuste e sbagliate del 15 luglio, da 47 miliardi di euro, e del 12 agosto, per altri 45 miliardi, che vanno a colpire soprattutto lavoratori e pensionati. Nella prima sono stati reintrodotti i ticket sanitari, eliminate le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e penalizzati con pesanti tagli gli enti locali. Abbiamo poi assistito all'accanimento nei confronti dei dipendenti pubblici, con la proposta di congelamento della tredicesima e corresponsione del Tfr dopo due anni. Anche il contributo di solidarietà è stato mantenuto solo per i dirigenti pubblici». Una serie di provvedimenti che, secondo il segretario provinciale della Cgil, infieriscono solo su lavoratori e pensionati.

Inoltre, secondo Cgil, «i provvedimenti del governo sono depressivi, perché non prevedono risorse per formazione, ricerca e investimenti. L'esecutivo è anche intervenuto contro l'accordo siglato lo scorso 28 giugno, sui temi della democrazia e della rappresentanza sindacale, da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha varato una norma pro Fiat, in base alla quale a livello aziendale le rappresentanze sindacali potranno derogare dai contratti e dalle leggi». Un intervento - prosegue il segretario - «che il ministro ha fatto, purtroppo con il silenzio di Cisl e Uil». «Noi facciamo il nostro lavoro, che è mettere insieme i contrari a questa manovra - ha sostenuto Bresciani -. Anche se avevamo qualche problema al nostro interno, il 28 giugno abbiamo siglato un'intesa unitaria. Noi gli accordi li rispettiamo, sono gli altri che si defilano. A noi pare che la nostra autonomia non sia in discussione, mentre mi sembra che Cisl e Uil nei confronti di questo governo, che ha stravolto le intese, non abbiano aperto bocca». La Cgil «non vuole farsi prendere in giro», ma è comunque «disponibile a fare manifestazioni unitarie anche il sabato e la domenica, se necessario» - ha concluso Bresciani.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 4 settembre

fa.tinaglia

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