Lunedì 28 Novembre 2011

Coldiretti e le nuove etichette:
«Migliorabili, ma leggetele bene»

In vista delle prossime festività, in cui non mancheranno i tradizionali cenoni e i banchetti casalinghi, ma anche i regali a base di prodotti enogastronomici, la Coldiretti bergamasca invita i consumatori a leggere attentamente le etichette degli alimenti che acquisteranno per evitare sorprese sgradite.

Un'operazione resa più facile dal regolamento comunitario sulle informazioni alimentari ai consumatori che dal 22 novembre ha introdotto l'obbligo di indicare informazioni nutrizionali fondamentali e di impatto sulla salute, imposto l'evidenziazione della presenza di allergeni, previsto il divieto di indicazioni forvianti e una dimensione minima delle etichette per renderle più facilmente leggibili.

«Questa norma che finalmente rende un po' più chiara e trasparente la spesa degli italiani – spiega il presidente della Coldiretti di Bergamo, Giancarlo Colombi –: estende l'obbligo di indicare la provenienza in etichetta di tutte le carni fresche dal maiale al pollame, dall' agnello alla capra, al pari di quanto è già stato fatto con quella bovina dopo l'emergenza mucca pazza. Purtroppo però prevede un percorso a tappe per l'estensione dell'obbligo di indicare l'origine in etichetta per altre categorie di prodotto come le carni trasformate in salumi o altro (2 anni) e il latte e derivati (3 anni). Chi vuole essere certo della provenienza di questi alimenti li può acquistare presso i mercati dei produttori agricoli oppure nei numerosi spacci aziendali presenti in tutta la provincia».

Tra le altre novità introdotte la Coldiretti segnala:
- la  dichiarazione nutrizionale obbligatoria : il contenuto energetico e le percentuali di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, dovranno essere indicate sull'imballaggio in una tabella comprensibile, insieme e nel medesimo campo visivo. Tutte le informazioni dovranno essere espresse per 100g o per 100ml e potranno, inoltre, essere espresse anche in porzioni. 
- l'evidenziazione della presenza di allergeni : Il nuovo regolamento prevede modalità diverse di indicazione delle sostanze allergeniche, che saranno evidenziate nella lista degli ingredienti  per consentire al consumatore di individuarle più facilmente nei prodotti alimentari. Le nuove regole stabiliscono inoltre che le informazioni sugli allergeni dovranno essere fornite anche per i cibi non imballati, ad esempio quelli venduti nei ristoranti o nelle mense.
- il divieto alle indicazioni fuorvianti sulle confezioni: i consumatori non devono essere fuorviati dalla presentazione degli imballaggi alimentari, riguardo all'aspetto, alla descrizione e alla presentazione grafica, che saranno resi più comprensibili. Riguardo all'imitazione dei cibi, è stato previsto che gli alimenti simili ad altri, ma  prodotti con ingredienti diversi, come i “simil-formaggi” prodotti con materie vegetali, dovranno essere facilmente identificabili. La carne ottenuta dalla combinazione di più parti di carni dovrà essere indicata come “carne ricomposta”, lo stesso varrà per il pesce, che sarà indicato come “pesce ricomposto”. 
- una dimensione minima per rendere leggibili le etichette: le diciture obbligatorie sulle etichette dovranno avere caratteri tipografici minimi non inferiori a 1,2 mm (prendendo come riferimento la “x” minuscola), oppure 0,9 mm se le confezioni presentano una superficie inferiore a 80 cm quadrati. Se la superficie della confezione è inferiore a 10 cm quadrati, l'etichetta potrà riportare solo le informazioni principali (denominazione di vendita, allergeni, peso netto, termine minimo di conservazione, etc.) disposte nella posizione più favorevole.
- la scadenza degli alimenti: la data di scadenza dovrà essere presente anche sui prodotti confezionati singolarmente

«E' certamente un passo in avanti, ma si poteva fare di più visto che si tratta di fare chiarezza su ciò si porta in tavola quotidianamente – sottolinea il direttore della Coldiretti di Bergamo, Lorenzo Cusimano  -. Il testo finale del provvedimento è frutto di un compromesso tra le tre istituzioni europee dopo un lungo braccio di ferro durato quattro anni. Il negoziato si è svolto sotto la spinta delle numerose emergenze alimentari che si sono verificate nell'Unione Europea, dai maiali alla diossina alla mozzarella blu fino al batterio killer che in realtà avrebbero dovuto spingere le Istituzioni comunitarie a scelte più immediate soprattutto per quanto riguarda l'obbligo di indicare la provenienza in etichetta delle materie prime impiegate negli alimenti che per alcune categorie di prodotti è stato dilazionato nel tempo, una lungaggine questa che tiene  sulla corda ancora i produttori agricoli e non risolve il problema dell'italian sounding che tanto danno arreca alla nostra agricoltura».

r.clemente

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