Venerdì 02 Marzo 2012

Va a vuoto il tavolo regionale:
la rabbia di Cisl sul caso Indesit

Va a vuoto il tavolo regionale sul caso Indesit: la riunione per la reindustrializzazione del sito di Brembate Sopra è stata rimandata al 12 marzo la riunione  Insorge la Cisl: «In tempi brevi la decisione. O sarà forte mobilitazione»

«Abbiamo assistito a una situazione paradossale – racconta Ferdinando Uliano,segretario generale della Fim Cisl di Bergamo -: siamo stati convocati per le 12, ma fino alle 14 nessuno si è presentato, perché gli assessori regionali Rossoni e Gibelli erano in un'altra stanza con il Comune di Brembate, e soltanto dopo due ore si sono presentati, scusandosi, perché avevano dedicato il tempo alla discussione per trovare eventuali soluzioni, soluzioni che evidentemente non si sono trovate, dal momento che l'unica proposta giunta al tavolo (convocato su richiesta Fim, e al quale erano presenti tutte le parti – comprese Indesit e Effegi, che dovrebbe subentrare nell'area) è stata quella di rimandare la riunione a data da destinarsi».

Da parte di tutti è stato sottolineato come il caso Indesit rappresenti un modello per la reindustrializzazione, che ognuno si impegna per definire e risolvere la questione, ma rimangono aperte ancora alcune questioni tecniche.

Ma la rabbia sindacale non ha sentito ragioni. «Siamo stanchi di rimandare a tempo indeterminato: abbiamo preteso che si fissasse la data. Per cui, il 12 marzo si svolgerà l'incontro che deve essere definitivo: la Regione deve portare la soluzione del problema. Quindi, intanto, il nostro giudizio rimane sospeso, ma per il 13 abbiamo già fissate le assemblee di fabbrica, per metter eventualmente in campo da subito iniziative. Apprezziamo lo sforzo della Regione, ma attendiamo risposte concrete e esaustive e che il processo di reindustrializzazione parta definitivamente».

I rappresentanti del gruppo Indesit hanno poi presentato il piano di ricollocazione: circa 60 persone sono state già ricollocate, altre 45 hanno scelto l'accompagnamento alla pensione e 190 le dimissioni incentivate. Rimangono ancora in attesa 121 persone, delle quali 50 circa andrebbero a Effegi, se il progetto partirà.

r.clemente

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