Martedì 20 Marzo 2012

Bombassei, appello in una lettera
Giovedì Confindustria va al voto

Basta con gli imprenditori «confindustriali per professione»: così il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, si rivolge ai colleghi del sistema in una lettera aperta inviata a due giorni dal voto della Giunta che dovrà designare il futuro presidente di Viale dell'Astronomia, che vede in corsa lo stesso patron della Brembo insieme a Giorgio Squinzi (Mapei).

Per Bombassei, «occorre che i principi etici nella vita associativa siano fermamente rispettati e che il tempo dedicato a Confindustria sia usato in modo efficiente. Sono necessarie discussioni concrete, decisioni consapevoli, in organi snelli, non pletorici. Il futuro del Paese - sottolinea - è anche in mano a noi imprenditori, grandi, medi, piccoli. Solo le imprese, con la loro innovazione ed energia imprenditoriale, possono mantenere alta la bandiera dell'Italia e garantire posti di lavoro stabili, produttivi, non assistiti. In questo contesto la responsabilità di chi siede nella Giunta di Confindustria è grande, non solo per l'organizzazione imprenditoriale ma anche per il futuro del nostro Paese, e spetta solo alla autonoma responsabilità dei suoi membri determinare il corso dei prossimi anni».

«Il ruolo di una grande istituzione come Confindustria - si legge ancora nella missiva - sarà determinante nei prossimi anni purchè sappia tradurre i bisogni delle imprese in soluzioni da proporre agli organi di governo europeo, nazionale, locale. Sappia collocare tali soluzioni in un contesto macroeconomico e di sostenibilità sociale. Sappia aiutare le aziende ad aprirsi ai nuovi mercati, ad essere sostenute nel loro impegno per la ricerca e l'innovazione; sappia sostenere con pari dignità un confronto aperto con il sistema bancario; sappia difendere al suo interno la dimensione industriale contro le rendite di posizione. Occorre - conclude Bombassei - che Viale dell'Astronomia torni ad essere un luogo per professionisti di altissima qualità in grado di interloquire con Bruxelles e con il Governo con il massimo di autorevolezza, che siano vicini alle Associazioni, in grado di capirle, di ascoltarle. Solo una tecnostruttura di qualità consentirà agli imprenditori un impegno ai vertici confindustriali compatibile con il mantenimento di responsabilità aziendali evitando l'espandersi del fenomeno degli imprenditori "confindustriali per professione"».

fa.tinaglia

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