La griffe contraffatta
Bergamo è 11ª in Italia

Bergamo è tra le prime venti province a «forte vocazione di consumo di contraffazione»: il dato emerge dall'ultimo rapporto della Direzione generale per la lotta alla contraffazione del ministero dello Sviluppo economico. Per la precisione è 11ª, prima Roma.

Bergamo è tra le prime venti province a «forte vocazione di consumo di contraffazione»: il dato emerge dall'ultimo rapporto della Direzione generale per la lotta alla contraffazione del ministero dello Sviluppo economico. Il rapporto prende in considerazione i numeri e l'attività di contrasto alla contraffazione da parte di Guardia di finanza, Agenzia delle dogane e forze di polizia nel triennio 2008-2010.

Secondo i dati dell'Agenzia delle dogane censiti nel rapporto nel 2010 la provincia a maggiore vocazione di consumo di contraffazione è stata Roma, seguita da Reggio Calabria e, a distanza, da Milano e Firenze. La provincia di Bergamo si è collocata all'undicesimo posto, preceduta da Perugia, Bologna, Treviso, Teramo, Verona e Parma e seguita da Torino, Vicenza, Pesaro Urbino e Udine.

Un fenomeno in forte crescita che necessita di un'azione coordinata a livello internazionale e un rafforzamento della collaborazione tra tutte le forze dell'ordine impegnate nel settore: così pensa Giovanni Sanga, deputato bergamasco e capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare per la lotta alla contraffazione.

«Il mercato del falso è un danno economico enorme per le imprese e l'erario. Oggi costituisce un pericolo anche per i cittadini perché i prodotti contraffatti vengono realizzati con sostanze pericolose. Il Censis stima per l'Italia un mancato gettito erariale di oltre 5 miliardi l'anno, pari al 2,5 per cento delle entrate tributarie. E la contraffazione non tocca più solo il lusso, ma colpisce anche beni di consumo comune».

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