Giovedì 30 Agosto 2012

Le gru Fassi a 80 sotto zero
montano un telescopio cinese

Sarà anche il miglior sito per la creazione di osservatori astronomici terrestri, ma vivere a Dome Argus, il punto più alto del Polo Sud, non è semplice né confortevole. Più che altro perché le temperature oscillano tra i 40 gradi sotto zero (nella stagione più «torrida») e gli 80. Tuttavia, per gli astronomi, si tratta di condizioni ideali per installare grandi telescopi, e, a questo proposito, con uno sforzo congiunto, si sono accordati tra loro l'ente che gestisce gli osservatori astronomici cinesi, l'Istituto cinese delle ricerche polari e l'Università  australiana del Galles del Sud.

Un primo grande telescopio, chiamato Ast3-1, è stato così installato nell'Osservatorio Plateau, e a farlo materialmente sono state - in quelle proibitive condizioni climatiche - due gru bergamasche di Fassi Group dell'altezza di oltre otto metri montate su caterpillar. Un'operazione tutt'altro che facile e particolarmente delicata anche per la fragile struttura delle sofisticate apparecchiature.

Ma - dicono nel quartier generale di Albino - «l'efficienza delle gru Fassi in condizioni climatiche difficili è sempre una componente essenziale per valutarne la qualità tecnologica. E quando queste  condizioni diventano estreme e quasi impossibili, il clima si trasforma in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto che testa l'affidabilità delle macchine e dei sistemi messi a punto dalla nostra azienda».

Per il gruppo di Albino questa dell'Antartide è solo l'ultima delle missioni estere dato che il 90% del fatturato (che nel 2011 è stato di 120 milioni) è rivolto all'export e ai mercati esteri.

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a.ceresoli

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