Mercoledì 09 Gennaio 2013

Venerdì i funerali dell'operaio
morto per un malore a Calusco

«Mercoledì mattina nessuno dei lavoratori del primo turno né di quelli a giornata ha messo piede nello stabilimento Italcementi di Calusco: lo sciopero di 4 ore proclamato dopo la morte di Guglielmo Ravasio, lunedì sera, ha avuto un'adesione del 100%». Lo scrive la Cgil in un comunicato stampa.

«Tutti fuori - prosegue il documento - , in presidio (in allegato, in memoria del compagno di lavoro e in protesta contro una gestione dell'organizzazione del lavoro, in particolare quella del reparto ‘linea di cottura' di produzione del cemento, che è stata in passato più volte oggetto di discussione tra la RSU e la direzione aziendale per “la cronica carenza di organico e i ripetuti cambiamenti improvvisi dei turni di lavoro”».

«Dalle 5.30 del mattino i cancelli dello stabilimento di Calusco, dove lavorano 154 persone, sono stati presidiati dai lavoratori. Da altri siti del Gruppo Italcementi sono arrivati attestati di solidarietà: così è stato da Salerno, Matera, Porto Empedocle, Broni (Pavia) e dalla Italgen di Villa di Serio».

«Mezz'ora di sciopero è stata proclamata per mercoledì (dalle 11.30 alle 12) nello stabilimento di Monselice (Padova) e braccia incrociate sono previste giovedì nella sede di Rezzato, in provincia di Brescia».

Dopo lo sciopero che ieri ha fermato la produzione nello stabilimento Italcementi di Calusco, venerdì sarà il giorno del cordoglio: i funerali del lavoratore morto lunedì sera per un malore si terranno alle 10 nella chiesa parrocchiale di Carvico, dopo che la salma avrà lasciato la casa di via Dante Alighieri.

Per permettere ai compagni di lavoro di partecipare alle esequie, la direzione aziendale ha annunciato che fornirà permessi retribuiti ai propri dipendenti. Hanno già annunciato la loro partecipazione sia le Rsu del Gruppo che le organizzazioni sindacali di categoria, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil.

Intanto i sindacati restano in attesa che medici e autorità competenti si esprimano sull'accaduto. Al momento del malore Guglielmo Ravasio stava svolgendo parte del secondo turno di lavoro, dopo avere terminato il primo alle ore 14. Su richiesta dell'azienda, infatti, era rientrato in fabbrica alle ore 19 per effettuare altre ore di lavoro, senza aver rispettato la pausa obbligatoria prevista per legge (11 ore tra due turni).

La morte è avvenuta nel reparto denominato «linea di cottura» di produzione del cemento, in passato al centro di discussione tra Rsu e direzione aziendale per «la cronica carenza di organico e i ripetuti cambiamenti improvvisi dei turni».

a.ceresoli

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