Venerdì 19 Aprile 2013

Ubi Banca nell'era digitale
con le idee di Moltrasio

L'informazione è centrale. A partire da una comunicazione chiara tra vertici del gruppo e dipendenti. È uno dei punti chiave del programma di Andrea Moltrasio, che guida la lista ufficiale di Ubi.

È più facile creare dal niente un evento come Bergamo Scienza o correre per Ubi?
«Bergamo Scienza. È anche più divertente per certi versi. Intorno a Ubi si muove un'intera città infinita. È molto più complicato. Ma c'è una forte passione civile che individua nel progetto di una banca che nasce in un territorio e diventa il terzo gruppo d'Italia uno strumento per servire la comunità in cui si opera».
Sarà la prima assemblea con tre liste e un dibattito acceso. Sana democrazia da popolare cooperativa?
«È democrazia economica e forse in futuro le regole dovranno tener conto dell'evoluzione del contesto. Oggi un guerriero Masai in mezzo all'Africa con uno smartphone ha più informazioni del presidente degli Stati Uniti 15 anni fa. Serve un modo di informare e far partecipare che non può essere quello del passato. Social network, immediatezza informativa, vicinanza alle persone sono richiesti».
Il dibattito è stato molto bergamasco. È un bene per il nostro territorio?
«Alla fine sì. Ubi è l'ultimo cerchio di una storia che parte dalla Popolare di Bergamo. La qualità di questa storia è anche nei numeri della Popolare e nello stile dei suoi collaboratori».

Leggi l'intervista integrale di Silvana Galizzi ad Amdrea Moltrasio su L'Eco di Bergamo del 19 aprile

fa.tinaglia

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